Manca solo un mese alla chiusura delle iscrizioni per la sfida a Team New Zealand. Dal 16 gennaio via ai test sui nuovi AC75: meno equipaggio, più tecnologia e l’obbligo della presenza femminile a bordo.
Il golfo di Napoli si prepara a diventare l’ombelico del mondo velico. Con l’avvicinarsi del 31 gennaio 2026, termine ultimo per presentare ufficialmente la sfida ai campioni in carica di Team New Zealand, la 38ª America’s Cup entra nella sua fase operativa più calda. Sebbene al momento il tabellone degli iscritti veda ufficialmente solo i Kiwis e i britannici di Athena Racing (Challenger of Record), il silenzio della vigilia sta per essere rotto da una serie di annunci che promettono di rendere l’edizione italiana una delle più partecipate e spettacolari di sempre.
L’asse Europeo e il ritorno di Luna Rossa
Non è un mistero che Luna Rossa Prada Pirelli sarà la punta di diamante del fronte degli sfidanti. Giocare in casa, tra le acque amiche di Napoli, rappresenta un’occasione storica per il sodalizio di Patrizio Bertelli. Ma l’imbarcazione italiana non sarà sola: il futuro della competizione sembra poggiare su un “patto a dieci mani”.
Svizzeri di Alinghi e francesi di K-Challenge sono infatti pronti a ufficializzare la loro presenza, forti di un accordo strategico siglato con i difensori e il Challenger of Record. Questo asse a cinque team non solo garantisce stabilità economica e sportiva alla Vecchia Brocca, ma punta a rendere il format della Coppa America più solido e meno soggetto ai capricci dei cicli tecnologici.
Rivoluzione AC75: addio ai cyclors, spazio alle donne
Mentre la burocrazia segue il suo corso, la vera adrenalina inizierà a scorrere dal 16 gennaio, data in cui i team potranno finalmente mettere in acqua i nuovi AC75 conformi al nuovo regolamento. Non si tratterà di semplici test, ma del debutto di una filosofia velica radicalmente trasformata.
Le nuove barche saranno più leggere e gestite da un equipaggio ridotto a soli cinque atleti. La novità più discussa è la scomparsa definitiva dei cyclors: la forza muscolare per azionare i sistemi idraulici lascerà il posto a soluzioni tecnologiche diverse. Ma il cambiamento più significativo riguarda l’inclusività: per la prima volta, sarà obbligatorio avere una donna a bordo durante le regate, un segnale potente di come la competizione sportiva più antica del mondo voglia finalmente guardare al futuro.
Regate preliminari: gli AC40 aprono lo show
Il 2026 sarà anche l’anno del ritorno delle Regate Preliminari. In attesa di conoscere le località europee che ospiteranno i primi round, sappiamo che la flotta si sfiderà a bordo degli AC40.
In questa fase, la parola d’ordine sarà “one-design”: barche identiche per tutti, dove a fare la differenza sarà esclusivamente il manico dell’equipaggio. Inoltre, ogni team avrà la possibilità di schierare una seconda imbarcazione dedicata ai giovani e ai team femminili, trasformando le preliminari in una vera accademia della vela d’alto livello. Napoli attende: il guanto di sfida è pronto per essere lanciato.

