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Il sodalizio che aveva riportato la Gran Bretagna a sognare la Coppa America si è trasformato in un incubo legale che scuote le fondamenta della vela mondiale. Non c’è più traccia della complicità tra Sir Jim Ratcliffe e Sir Ben Ainslie: al suo posto, una battaglia di carte bollate che rischia di affondare le ambizioni della neonata sfida GB1 (ex Athena Racing) verso l’edizione di Napoli 2027.

Al centro del contendere non c’è una barca qualunque, ma l’AC75, il gioiello tecnologico che ha trionfato nella Louis Vuitton Cup a Barcellona prima di arrendersi solo ai Kiwi. Un mostro dei mari costato una fortuna e che oggi è diventato l’oggetto di una contesa senza precedenti tra il finanziatore e lo skipper.

Il “tesoro” da 180 milioni di sterline

La miccia è stata accesa dalle dichiarazioni al vetriolo di Ratcliffe, fondatore di Ineos, riportate dal Daily Telegraph. Il magnate britannico reclama la proprietà dell’imbarcazione, contestando apertamente il possesso da parte di Ainslie. “Ineos è sorpresa che la barca sia stata presa in consegna da Athena Racing. Appartiene a noi ed è inappropriato presumere che possa essere usata senza autorizzazione”, ha tuonato l’uomo più ricco del Regno Unito.

I numeri messi sul tavolo da Ratcliffe spiegano la ferocia dell’azione legale: l’AC75 protagonista a Barcellona è il frutto di un investimento di 180 milioni di sterline, arrivato dopo un percorso evolutivo costato altri 170 milioni per il primo prototipo. In totale, un progetto da 350 milioni di sterline che Ratcliffe non ha intenzione di “regalare” alla nuova avventura di Ainslie.

Il “Giallo” dell’AC75: Dov’è finita la barca?

Dal canto suo, Sir Ben Ainslie non indietreggia. Forte del supporto di Oakley Capital, il leggendario velista sostiene di essere il legittimo proprietario di tutto il materiale tecnico e delle risorse legate alla campagna 2024. Secondo Ainslie, il passaggio di consegne tra la vecchia struttura Ineos e la nuova Athena Racing/GB1 includeva anche lo scafo dei record.

Mentre gli avvocati affilano le armi, la cronaca si tinge di giallo. La stampa d’Oltremanica suggerisce che l’AC75 sia stato letteralmente “nascosto”. L’imbarcazione, che dovrebbe essere in fase di restyling per adattarsi ai nuovi regolamenti verso il 2027, si troverebbe attualmente in una località top secret, protetta da sguardi indiscreti e, forse, dai sequestri giudiziari.

Verso Napoli 2027: Una sfida in salita

Per il team britannico, designato come Challenger of Record tramite il Royal Yacht Squadron, questa guerra intestina è il peggior biglietto da visita possibile. Preparare una sfida all’America’s Cup richiede stabilità finanziaria e serenità tecnica; trovarsi senza la barca di riferimento e con i conti bloccati da una causa milionaria potrebbe spianare la strada ai difensori di Emirates Team New Zealand.

Se Ratcliffe dovesse spuntarla in tribunale, GB1 si ritroverebbe a dover ripartire quasi da zero, perdendo anni di dati e lo scafo su cui basare l’evoluzione per Napoli. La “Guerra dei Sir” è appena iniziata, e la prima vittima eccellente rischia di essere proprio il sogno britannico di riportare la “Vecchia Brocca” a casa.