BUDAPEST, Ungheria – C’è una costante nel mondo dell’atletica, un nome che continua a scrivere la storia a suon di record. È quello di Armand Duplantis, il fenomeno svedese che, a Budapest, ha letteralmente incantato il pubblico, volando a 6.29 metri nel salto con l’asta e firmando il tredicesimo record del mondo in carriera. Una prova di forza, un segnale chiaro e forte lanciato agli avversari a un mese dall’inizio dei Mondiali di Tokyo. Duplantis si conferma l’uomo da battere, l’uomo dei record, l’uomo che sta rivoluzionando la sua disciplina.
Un Record da favola, un’esecuzione perfetta
Il due volte campione olimpico e iridato ha dato spettacolo nella capitale ungherese. Dopo un primo errore a 6.29, Duplantis ha valicato l’asticella al secondo tentativo, aggiungendo un centimetro al 6.28 stabilito a Stoccolma lo scorso 15 giugno. Un gesto tecnico perfetto, una prova di forza mentale e fisica che lo proietta in una dimensione a parte. Duplantis ha demolito la concorrenza, imponendosi al Memorial Istvan Gyulai con un vantaggio abissale: 27 centimetri sul greco Emmanouil Karalis e quasi mezzo metro sull’australiano Kurtis Marschall.
L’obiettivo dei 6.30 a Tokyo
Con questo nuovo record, il “Mondo” del salto con l’asta ha un nuovo obiettivo. L’abbattimento della soglia dei 6.30 metri non è più un’utopia, ma una possibilità concreta. E quale migliore occasione per raggiungere questo traguardo se non la finale iridata in Giappone? Duplantis sembra avere la forma e la mentalità giusta per compiere un’altra impresa, e tutti gli appassionati di atletica sono pronti a seguirlo con il fiato sospeso, in attesa di un nuovo, storico record.

