Fonte: Instagram: mattearnalds https://www.instagram.com/p/C_TKOuIg1ig/?img_index=1

BRUXELLES, Belgio – Niente derby italiano agli ottavi dell’ATP 250 di Bruxelles. Il cammino di Matteo Arnaldi nella capitale belga si è interrotto al primo turno al termine di una battaglia fisica e mentale durata due ore e trenta minuti, conclusasi con la vittoria del tedesco Yannick Hanfmann per 6−7(4),6−4,6−4.

La partita si è decisa su dettagli minimi e, soprattutto, sull’incapacità di Arnaldi di consolidare un vantaggio cruciale nel secondo set. Sarà dunque Hanfmann l’avversario designato per il connazionale Lorenzo Musetti al secondo turno. Per il sanremese, resta il rammarico per non aver saputo convertire i momenti favorevoli in un successo che sembrava alla sua portata.

Primo Set: la lotteria del servizio e la zampata Azzurra

La parte iniziale del match è stata caratterizzata da una noia tennistica di altissimo livello. Nessuno dei due giocatori ha concesso nulla al servizio: i game sono scivolati via senza che l’avversario riuscisse mai a raggiungere i vantaggi. L’unico segnale di insofferenza di Hanfmann è arrivato sul 15−30 nell’ottavo gioco, rapidamente spento.

La tensione si è riversata nel dodicesimo game, dove Arnaldi ha creato un leggero scompiglio portandosi sul 15−30. Hanfmann ha reagito con la potenza del suo servizio, tirando fuori ace, servizio-dritto e servizio-smash per forzare il tie-break.

Nonostante il tedesco sia partito meglio (3−1), è qui che la lucidità di Arnaldi ha avuto la meglio. Gli errori di Hanfmann hanno permesso all’italiano di rimontare e volare sul 5−3, chiudendo poi relativamente facile sul 7−4. Il set si è chiuso con l’inerzia emotiva totalmente dalla parte del sanremese.

Il Secondo Set: l’opportunità mancata

L’inizio della seconda frazione ha confermato il buon momento di Arnaldi. Dopo aver fallito una palla break nel game d’apertura, l’azzurro è riuscito a centrare lo strappo cruciale sul 2−2, prendendosi l’agognato vantaggio e il controllo provvisorio del match.

A questo punto, la sfida è cambiata. Hanfmann, spinto alle corde, ha subito reagito, riconquistando immediatamente il break. Questa fase ha segnato la fine dei game facili e l’inizio di una contesa più aperta, dove l’incisività dei servizi è diminuita, portando a game lottati ai vantaggi, cosa che era mancata in tutta l’apertura.

Il punto di svolta è arrivato sul 5−4. Hanfmann ha alzato inaspettatamente il livello del suo gioco in risposta e ha strappato il servizio ad Arnaldi nel decimo game, chiudendo la frazione sul 6−4 con un gran dritto vincente. Per Arnaldi, non aver saputo difendere il break di vantaggio è stata la prima vera crepa della giornata.

Terzo Set e sentenza: il diritto “insensato” di Hanfmann

Nonostante il contraccolpo, Arnaldi ha dimostrato carattere nel set decisivo, riuscendo a non soffrire quasi mai al servizio. Anzi, è stato lui a portare per primo l’avversario ai vantaggi, segnalando che il duello era ancora apertissimo.

Tuttavia, come spesso accade nel tennis di alto livello, la differenza l’ha fatta la giocata decisiva. Sul 5−4 per il tedesco, Arnaldi serviva per restare nel match. Sul 15−30, Hanfmann si è inventato un dritto insensato – di quelli che cambiano la storia di un game – portandosi sul doppio match point. Il tedesco non ha avuto bisogno di un secondo invito, chiudendo il set ancora una volta sul 6−4 e l’incontro.

Le statistiche hanno parlato chiaro: la superiorità di Hanfmann al servizio si è vista negli ace (16 contro 11 dell’italiano) e, soprattutto, nella percentuale di punti vinti con la seconda palla (66% contro 47% di Arnaldi).

Per Matteo Arnaldi, il primo turno di Bruxelles si traduce in una sconfitta amara ma formativa. Ora dovrà concentrarsi sul finale di stagione per recuperare posizioni nel ranking, pur mantenendo saldo il posto per l’ingresso diretto agli Australian Open.