Fonte: Instagram: eurosportitalia https://www.instagram.com/p/DQm9Q0liMPw/

Metz, Francia. Prosegue con autorità il cammino di Matteo Berrettini all’ultima edizione del Moselle Open. Lo schiacciatore romano si è qualificato per i quarti di finale dell’ATP 250 di Metz, superando l’australiano Aleksandar Vukic con il punteggio di 7-6(5) 6-3 in un’ora e 21 minuti di gioco. La vittoria non è solo un semplice passaggio di turno, ma un segnale incoraggiante della ritrovata solidità, soprattutto in vista della cruciale sfida di domani contro il giovane americano Learner Tien.

Per Berrettini si tratta della quinta volta in stagione che raggiunge i quarti di finale in un torneo del circuito maggiore, un dato che testimonia una discreta costanza in un’annata altalenante.

Primo Set: equilibrio rotto dalle minuzie

Il match è iniziato con una fiammata immediata del romano. Berrettini ha subito strappato il servizio a Vukic a 30, infilando un parziale di otto punti consecutivi dopo i primi due dell’australiano. Tuttavia, il break è stato immediatamente annullato: l’australiano ha reagito con grande carattere, sfruttando un paio di passanti vincenti per siglare il contro-break.

Nonostante Musetti abbia avuto una nuova tripla occasione di break (0-40) sul 3-3, Vukic è riuscito a tenere duro. Di fatto, l’equilibrio è rimasto invariato fino al tie-break, nonostante Berrettini avesse messo a referto sei punti in più nel corso del set.

Il jeu décisif è stato carico di tensione e anche di fortuna. Dopo il minibreak ottenuto dall’australiano sul 3-3, Berrettini ha subito recuperato lo svantaggio. Il punto decisivo, quello che ha dato al romano il set sul 7-5, è arrivato con una sorta di giustizia poetica: una palla smorzata dal nastro che ha beffato Vukic sul passante di dritto.

Secondo Set: la solidità del servizio come sentenza

Il secondo parziale ha visto Berrettini in controllo netto. L’italiano ha gestito la partita con una tranquillità rassicurante, specialmente grazie al suo colpo migliore. L’unico momento di vera apprensione è arrivato sul 2-2, quando alcuni errori gratuiti hanno concesso a Vukic una palla break, subito annullata dalla potenza del servizio.

La condizione fisica e la qualità di movimento del capitolino sono apparse in netto miglioramento. In questo contesto di solidità ritrovata, Vukic ha commesso l’errore fatale nelle fasi decisive: un passaggio a vuoto che Berrettini ha sfruttato con cinismo. Il break siglato a 30 è valso il 6-3 e, di conseguenza, il match.

È cruciale sottolineare che, ad eccezione del quinto game, Berrettini ha tenuto tutti i turni di servizio del secondo set a zero, un dato che parla da solo.

Analisi statistica: la partita perfetta del Romano

Le statistiche finali del match evidenziano la performance di altissimo livello di Berrettini. Il rapporto vincenti-errori gratuiti dell’australiano si è fermato su un discreto 18-21. Berrettini, invece, ha registrato un impressionante 27 vincenti contro soli 12 errori gratuiti, un dato che testimonia la pulizia e l’efficacia con cui ha sentito la palla.

Ma il vero fattore determinante, il master key del match, è stato il servizio. Berrettini ha vinto un poderoso 37 punti su 42 con la prima palla, un’efficacia dell’88% che non ha lasciato scampo all’avversario e che ha blindato il suo posto nei quarti.

Il prossimo ostacolo, l’americano Learner Tien (numero 38 del mondo), rappresenterà un test molto più probante, ma Berrettini ha tutte le carte in regola per ambire a un posto in semifinale e per fare tesoro di questa vittoria nella sua rincorsa alla miglior forma in vista della Coppa Davis.