Una semifinale pazzesca, vietata ai deboli di cuore, decreta il secondo finalista dell’ATP 500 di Amburgo. Sulla terra battuta del prestigioso impianto del Rothenbaum, Tommy Paul stacca il pass per l’ultimo atto superando Alex de Minaur al termine di una battaglia d’altri tempi durata due ore e 17 minuti. L’americano si è imposto in rimonta con il punteggio di 2-6 6-3 6-3, ribaltando un match che sembrava ormai ampiamente compromesso e guadagnandosi il diritto di sfidare domani il peruviano Ignacio Buse in una finale inedita e dalle filosofie stilistiche diametralmente opposte.
Il dominio di de Minaur: un avvio da incubo per l’americano
L’inizio dell’incontro è stato un autentico scontro trincerato, in cui ogni singolo quindici andava sudato ed estorto all’avversario. Nonostante Paul abbia accarezzato subito due palle break nel game d’apertura, è stato de Minaur a piazzare la prima zampata nel quarto gioco. Sotto la pressione incessante dell’australiano, l’americano ha iniziato a perdere campo: dopo aver salvato con i denti il turno di battuta che lo ha tenuto a galla sul 4-2, Paul ha sciupato due ghiottissime opportunità per rientrare sul 4-3. L’errore è costato carissimo, spalancando la strada al 6-2 in favore di de Minaur.
Il copione non è cambiato nelle prime battute del secondo parziale. Con le marce alte e una ritrovata solidità, l’australiano è scappato rapidamente sul 6-2 3-0, ipotecando di fatto la finale e riducendo al lumicino le speranze del box statunitense.
Il blackout dell’australiano e la furia agonistica di Paul
Proprio quando i titoli di coda sembravano pronti a scorrere sul centrale di Amburgo, si è verificato l’imponderabile. De Minaur ha accusato un improvviso e vistoso calo fisico e mentale, mentre Tommy Paul ha progressivamente alzato i giri del proprio motore, ritrovando precisione e fiducia nei propri colpi. Punto dopo punto, l’americano ha iniziato a sgretolare le certezze del rivale, inanellando una striscia clamorosa di sei giochi consecutivi che hanno capovolto il set sul 6-3, rimettendo incredibilmente tutto in discussione.
Il parziale devastante non si è esaurito con la fine della seconda frazione. Un Paul ormai trasformato in un fiume in piena ha continuato a spingere sull’acceleratore anche in apertura di terzo set, portando a nove la serie di game vinti consecutivamente e volando via sul 3-0 pesante.
Il verdetto del campo: i numeri premiano gli Stati Uniti
De Minaur è riuscito a interrompere l’emorragia sbloccandosi sul 3-1 e mancando, subito dopo, la palla del potenziale 3-2 che avrebbe potuto riaprire i giochi. L’inerzia del match, tuttavia, era ormai saldamente nelle mani del tennista d’oltreoceano. Con totale maturità tattica, Paul ha gestito i momenti caldi della frazione decisiva e, nonostante due match point falliti sul 5-2 in risposta, ha chiuso la contesa tenendo a zero il successivo turno di battuta per il definitivo 6-3.
A fare la differenza nella straordinaria metamorfosi dell’americano sono stati i dati al servizio. Paul ha svoltato grazie a una resa monumentale con la prima di servizio (68% di punti conquistati contro il 64% dell’avversario), scavando un solco ancora più netto sulla seconda palla, dove ha chiuso con un ottimo 55% di efficacia rispetto a un deficitario 44% fatto registrare dal pur generoso de Minaur.

