Si interrompe sul più bello il sogno di confermare la corona in terra scandinava. Sul mattone tritato di Bastad, il tennista russo Andrey Rublev ha conquistato il successo nell’atto conclusivo del torneo ATP svedese, superando Luciano Darderi con il punteggio di 6-4 6-3. Il verdetto del campo ha premiato la maggiore lucidità del primo favorito della vigilia, capace di sbrigare la pratica in appena un’ora e diciassette minuti di gioco effettivo contro un avversario apparso meno brillante del solito.
L’atleta azzurro, accreditato della seconda testa di serie del tabellone principale, è entrato in campo visibilmente condizionato dalle scorie atletiche accumulate nel corso della lunghissima battaglia disputata il giorno precedente in semifinale. La stanchezza fisica ha generato una comprensibile tensione nervosa nel giocatore italiano, un fattore emerso in modo chiaro ed evidente soprattutto nelle prime fasi del confronto e che ha finito per agevolare il piano tattico del moscovita.
Un primo set equilibrato deciso soltanto nelle battute finali
L’avvio dell’incontro ha visto i due contendenti viaggiare sui binari dell’equilibrio, seppur con dinamiche differenti nei propri turni di battuta. Rublev ha inaugurato la sfida sfoderando subito un ace vincente, mentre la replica di Darderi è arrivata grazie all’efficacia del primo servizio per il temporaneo uno pari. Il russo ha dovuto fronteggiare qualche piccolo momento di sbandamento, risalendo da uno svantaggio di zero a trenta nel terzo game e sventando una pericolosa palla break nel quinto gioco prima di issarsi sul 3-2.
La resistenza del tennista tricolore è rimasta solida fino al cuore della frazione, rispondendo colpo su colpo alle accelerazioni da fondocampo del rivale. La risoluzione del parziale inaugurale è arrivata nel momento decisivo del nono e decimo game. Dopo aver tenuto la battuta del 5-4, il moscovita ha alzato la pressione in risposta, approfittando di un errore gratuito commesso con il diritto dall’italiano per convertire la seconda opportunità del set point e incamerare il vantaggio.
Lo strappo immediato e la gestione impeccabile del vantaggio
Il contraccolpo psicologico ha pesato come un macigno sull’avvio della seconda frazione di gioco. Rublev ha sfruttato l’inerzia favorevole strappando subito il servizio a Darderi, complice un doppio fallo dell’azzurro che ha sancito il break del 2-0. Dopo aver cancellato con autorità la palla del contro-break, il capofila del seeding è scappato in avanti sul tre a zero, mettendo una seria ipoteca sul successo finale.
Nonostante il passivo, il campione uscente ha provato a rimanere aggrappato alla partita sbloccando il proprio punteggio per il 3-1, ma la prima testa di serie ha mantenuto medie al servizio insuperabili, salendo sul 5-2 senza concedere alcuna distrazione. Un attacco a rete millimetrico ha chiuso definitivamente i giochi sul 6-3 al primo match point utile. I dati statistici hanno premiato il realismo del russo, chirurgico nel concretizzare le uniche due palle break avute, a fronte di un Darderi che ha comunque chiuso con l’87% di efficacia sulla prima di battuta e tre ace, ma penalizzato dal bilancio complessivo dei punti che ha visto Rublev primeggiare per 64 a 50.

