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Ci sono storie che nascono in sordina, nelle retrovie di un tabellone di qualificazioni, e che, un punto dopo l’altro, si trasformano in un’epopea. Quella di Alejandro Tabilo al Chengdu Open 2025 è proprio una di queste. Il cileno, partito dalle “cadette”, ha infilato la sesta vittoria consecutiva e ha conquistato con autorità la finale dell’ATP 250 cinese. La sua ultima vittima, nella semifinale, è stata lo statunitense Brandon Nakashima, testa di serie numero 4, superato con un punteggio di 6-4, 7-6(0) che non racconta appieno la sua prova di forza. Ora, il sogno di Tabilo si giocherà all’ultimo atto contro il vincitore della sfida tra l’azzurro Lorenzo Musetti e il kazako Alexander Shevchenko.

Un break decisivo, una partita a scacchi

La semifinale tra il cileno e l’americano è stata fin dai primi scambi una partita a scacchi, con i servizi a dettare il ritmo e a tenere in pugno il punteggio. Per lunghi tratti, la partita è stata un’esecuzione perfetta, con entrambi i giocatori che non hanno concesso nulla. Ma nel tennis, a volte, basta un piccolo sussulto, un’unica occasione per cambiare le sorti di un incontro. E quel momento è arrivato nel quinto game del primo set. Con il punteggio in perfetta parità sul 2-2, Tabilo ha avuto la lucidità di sfruttare un calo di tensione di Nakashima. Con un gioco in risposta impeccabile, ha conquistato il primo e unico break del set, salendo sul 3-2 e gestendo il vantaggio fino alla fine, con una sicurezza che ha spazzato via ogni tentativo di rimonta. In 40 minuti, il 6-4 finale ha certificato la superiorità tattica del cileno.

Il tie-break della verità e la marcia finale

Il copione del secondo set è sembrato, inizialmente, una ripetizione del precedente. Ancora una volta, i servizi hanno dominato il campo, annullando ogni velleità di break. Nakashima ha tremato nuovamente nel quinto game, trovandosi sotto 30-40, ma questa volta è riuscito a salvarsi. Il set è scivolato inesorabilmente verso il tie-break, l’ultimo banco di prova per due giocatori che non volevano cedere nulla. Ma quello che si è visto è stato un vero e proprio assolo di perfezione. Tabilo, con un’esibizione di potenza, precisione e nervi saldissimi, ha vinto sette punti di fila, chiudendo il set con un secco 7-6(0) che ha zittito ogni speranza di rimonta dello statunitense.

I numeri che spiegano il trionfo

Le statistiche a fine match parlano chiaro e raccontano la storia di un successo meritato. Nonostante il punteggio apparentemente equilibrato, Tabilo ha dominato i momenti chiave e ha vinto 68 punti contro i 56 del suo avversario. La sua solidità al servizio è stata impressionante: non ha concesso nemmeno una palla break a Nakashima, a dimostrazione della sua implacabile efficacia. Al contrario, ha saputo cogliere l’unica vera occasione concessagli, sfruttando uno dei tre break point avuti a disposizione. I numeri dei vincenti (25 a 23 per il cileno) e degli ace (11 a 9) evidenziano un gioco aggressivo e di qualità, ma la differenza la fanno gli errori non forzati: solo 5 per Tabilo, contro gli 8 del suo rivale. La favola del qualificato cileno è arrivata all’atto finale, e ora il mondo del tennis si chiede: chi potrà fermare questa onda inarrestabile?