Il deserto di Doha ha eletto il suo primo finalista, ma non senza brividi. In una semifinale che ha vissuto di fiammate improvvise e inaspettati passaggi a vuoto, Carlos Alcaraz ha staccato il pass per l’atto conclusivo dell’ATP 500 del Qatar. Il numero uno del mondo ha domato un mai domo Andrey Rublev con il punteggio di 7-6 (3) 6-4, in un match durato oltre due ore che ha confermato la capacità dello spagnolo di vincere anche quando il “gioco scintillante” lascia spazio alla lotta pura.
Primo Set: sulle montagne russe del tie-break
L’inizio dell’incontro è stato un braccio di ferro d’altri tempi. Rublev è partito con il piglio del campione uscente, cercando di sfondare il muro difensivo dell’iberico. Alcaraz, dal canto suo, ha dovuto faticare più del previsto per tenere i propri turni di battuta, annullando palle break sanguinose nel secondo game prima di trovare l’allungo nel quinto gioco.
Il break del 3-2 sembrava aver indirizzato il set, ma la continuità non è stata la miglior alleata del murciano quest’oggi. Dopo essere salito 5-3, Alcaraz ha tremato nel momento di chiudere, regalando il contro-aggancio sul 5-5 con un doppio fallo evitabile. La girandola di emozioni è proseguita fino al tie-break, dove però la classe cristallina del vincitore degli Australian Open è emersa prepotente: una smorzata di rovescio millimetrica ha sigillato il 7-3, mettendo fine a un parziale durato più di un’ora.
L’indomabile Carlos: la zampata finale
Il secondo set si è aperto con la sensazione che Alcaraz potesse dilagare. Un break immediato lo ha portato sul 2-0, ma Rublev, generoso come pochi sul circuito, ha rifiutato di alzare bandiera bianca. Con il suo diritto incrociato che ha ripreso a mordere la riga, il russo ha ricucito lo strappo portandosi sul 3-3.
Il finale è stato un concentrato di pura adrenalina. Alcaraz ha strappato nuovamente il servizio per il 5-3 grazie a un rovescio dirompente, ma ha dovuto subire il ritorno d’orgoglio di Rublev, capace di annullare tre match point consecutivi prima di accorciare sul 5-4. Nel decimo game, però, lo spagnolo ha deciso di chiudere i conti: prima una smorzata per procurarsi la quinta chance, poi un “bolide” di diritto che ha costretto il russo all’errore definitivo.
Analisi Statistica: luci e ombre del numero uno
Nonostante la vittoria, i numeri raccontano di un Alcaraz meno “macchina” del solito e più umano. Se da un lato i 29 vincenti testimoniano la consueta aggressività, i 33 errori gratuiti spiegano le difficoltà nel chiudere i parziali. Il dato più preoccupante per l’iberico è arrivato dalla seconda di servizio, con la quale ha raccolto solo il 48% dei punti, un fianco scoperto che Rublev ha provato a sfruttare fino all’ultimo.
Tuttavia, la capacità di elevare il livello nei punti decisivi (annullando la maggior parte delle palle break concesse) resta il marchio di fabbrica che distingue il fuoriclasse dal campione.
Verso la Finale: chi sfiderà il Re?
Con questa vittoria, Carlos Alcaraz attende ora l’esito della seconda semifinale tra la sorpresa ceca Jakub Mensik e il talentuoso francese Arthur Fils. Indipendentemente dall’avversario, lo spagnolo partirà con i favori del pronostico, cercando di aggiungere un altro trofeo a una bacheca che, in questo inizio di 2026, si sta facendo sempre più affollata.
Tabellino e Statistiche del Match
| Dato Statistico | Carlos Alcaraz | Andrey Rublev |
| Risultato Finale | 7-6 (3) 6-4 | – |
| Vincenti | 29 | 21 |
| Errori Gratuiti | 33 | 30 |
| Ace | 2 | 1 |
| % Prime di Servizio | 68% | 64% |
| Punti vinti sulla 2ª | 48% | 45% |

