Il numero uno del mondo si impone in una battaglia epica di quasi tre ore (6-7, 7-5, 6-3) e tiene viva la corsa alle semifinali delle ATP Finals. L’accesso al prossimo turno ora dipende dalla sfida serale tra Musetti e De Minaur.
Torino, Italia – L’Inalpi Arena è stata teatro di una vera e propria guerra di nervi e potenza. Carlos Alcaraz ha conquistato la sua seconda vittoria alle ATP Finals 2025, ma il successo è arrivato al termine di una lotta estenuante durata due ore e quarantotto minuti. Lo spagnolo ha avuto la meglio sull’americano Taylor Fritz con il punteggio di 6-7(2), 7-5, 6-3, dimostrando ancora una volta la sua capacità di resistere e ribaltare situazioni estreme.
Nonostante la vittoria, il passaggio matematico alle semifinali non è ancora assicurato per il murciano. Alcaraz ora deve incrociare le dita e sperare in un risultato favorevole dall’incontro serale tra Lorenzo Musetti e Alex de Minaur. Se l’italiano dovesse sconfiggere l’australiano, la qualificazione del numero uno del mondo slitterebbe all’ultima giornata del girone.
Primo Set: un duello da Marathon Man
La partita è iniziata subito con un’intensità agonistica raramente vista in un girone. Il primo game è durato quasi dieci minuti, con Alcaraz subito aggressivo e due palle break a suo favore, abilmente annullate da Fritz. La replica è stata immediata e altrettanto lunga: nel game successivo, è toccato ad Alcaraz salvare ben quattro palle break in una vera prova di carattere.
Dopo un iniziale scambio di break (Alcaraz avanti 2-1, poi subito ripreso da Fritz), la partita si è trasformata in un braccio di ferro prolungato. Le occasioni non sono mancate, con Fritz che ha sprecato una grande opportunità sul 4-3. La logica conseguenza di questa battaglia senza vincitori è stata il tie-break.
Nel gioco decisivo, l’americano ha giocato in modo impeccabile, sfruttando alcuni gratuiti di troppo da parte dello spagnolo e conquistando un rapido mini-break che lo ha lanciato verso il 7-2. Nonostante il tennis sfavillante di Alcaraz, il primo set è andato meritatamente nelle mani del solido Fritz.
Secondo Set: il crollo e la reazione ibernata
Dopo i primi quattro game meno combattuti del set precedente, Fritz ha alzato nuovamente il livello, in particolare in risposta, seguendo il suo schema tattico: palla profonda, preferibilmente sui piedi dell’avversario.
Il quinto gioco è stato un altro calvario, durato ben 14 minuti. Alcaraz ha dovuto annullare due palle break, una con uno scambio magnifico e l’altra con un ace sparato a 220 km/h, riuscendo a tenere il servizio per il 3-2. Passato questo pericolo mortale, Alcaraz ha cercato il colpo del KO sul 4-3, ma la risposta è stata una grande prima dell’americano che ha cancellato l’occasione.
Quando tutto sembrava portare inesorabilmente a un altro tie-break, è arrivato il colpo di scena che ha spezzato la resistenza di Fritz. Complice un nastro fortunato per Alcaraz, l’americano ha avuto un vero e proprio “passaggio al vuoto” al servizio, commettendo errori gratuiti in sequenza e cedendo il set. Il 7-5 ha chiuso il parziale dopo due ore e dieci minuti totali, proiettando i giocatori in un terzo set decisivo con l’inerzia chiaramente a favore dello spagnolo.
Il dominio tattico e statistico nel Terzo Set
Nonostante lo scossone del secondo set, Fritz ha mostrato grande tenacia nei primi giochi del parziale decisivo. L’americano ha continuato a lottare, ma le fatiche accumulate hanno iniziato a presentare il conto.
Il momento cruciale è giunto con un inaspettato calo di tensione al servizio da parte di Fritz, che ha concesso tre palle break consecutive ad Alcaraz. Lo spagnolo ha capitalizzato la seconda opportunità, ottenendo il break che ha segnato il destino della partita. A questo punto, il calo dell’americano è diventato netto.
Alcaraz, seppur con qualche fatica, ha difeso il vantaggio e si è assicurato il 5-2, trovando poi tre match point sul servizio di Fritz. Sebbene l’americano sia riuscito a salvarli tutti con un ultimo grande sforzo d’orgoglio, Alcaraz ha chiuso senza sconti la pratica sul proprio turno di battuta, conquistando il set per 6-3.
Alcaraz macinatore di Record e punti deboli
Al di là della singola partita, Alcaraz ha stabilito un nuovo primato che ne consolida lo status: è il più giovane dai tempi degli Anni ’90 a registrare 50 vittorie contro giocatori Top 10, un traguardo raggiunto all’età di 22 anni e 195 giorni. Inoltre, con 73 match giocati contro i top 10, è il terzo più precoce in questa statistica, dietro solo a leggende come Jimmy Connors e Boris Becker.
Dal punto di vista statistico, Fritz non è stato aiutato dai numeri: i suoi 14 ace non sono bastati, a causa di un progressivo e fatale calo della seconda di servizio, che si è assestata a un misero 41% (contro il 52% di Alcaraz). Lo spagnolo, dal canto suo, ha ancora margini di miglioramento, in particolare sul 64% di prime in campo, un dato che, in un contesto di alta pressione come le semifinali, dovrà necessariamente salire.
Ora l’attenzione si sposta sulla sfida serale tra Musetti e De Minaur, che definirà il futuro immediato del girone. Se Musetti vincesse, la qualificazione di Alcaraz sarebbe in discussione fino a giovedì.

