Il penultimo atto dell’ATP di Hangzhou ha offerto al pubblico due semifinali dai destini diametralmente opposti, culminate con la stessa inequivocabile certezza: la finale del torneo sarà una sfida tra l’esperienza del favorito e l’onda d’urto di un qualificato in stato di grazia. Alexander Bublik ha fatto valere la sua superiorità con un’esibizione di pura efficienza, mentre Valentin Royer ha scritto la pagina più bella della sua carriera, travolgendo un rivale più quotato e regalandosi la sua prima, indimenticabile finale nel circuito maggiore.
La rivelazione Royer, un derby senza storia
Il primo match di giornata ha riservato la sorpresa più grande, trasformandosi in un monologo del meno atteso tra i due. Valentin Royer, un qualificato che aveva già stupito tutti, ha annichilito il connazionale Corentin Moutet, testa di serie numero 4, con un secco 6-3, 6-2 in appena un’ora e ventisette minuti. L’inizio è stato un brivido iniziale, quando Royer ha salvato due palle break nel primo game, come a voler avvisare l’avversario delle sue intenzioni. Da quel momento, il qualificato francese ha preso il controllo totale del match, strappando il servizio a Moutet nel quarto gioco e non guardandosi più indietro. Con una sicurezza disarmante e un gioco implacabile, ha gestito il vantaggio con autorità, chiudendo il primo set con un ace. Nella seconda frazione, Moutet ha provato a scuotersi, ma la sua resistenza è durata un solo game. Royer ha continuato a macinare gioco, infilando una serie devastante di sei giochi a uno che ha messo la parola fine al derby transalpino.
Bublik, un monologo al cospetto di un Wu acciaccato
Dall’altra parte del tabellone, la semifinale ha avuto il sapore di un’esecuzione perfetta. Alexander Bublik, testa di serie numero 3, non ha concesso nulla al cinese Yibing Wu, imponendosi con un doppio 6-3 in poco più di un’ora. Il kazako ha mostrato un tennis solido e chirurgico, trovando il break decisivo nel quinto gioco del primo set, per poi consolidare il vantaggio fino alla chiusura del parziale. L’andamento della partita è stato facilitato anche dalle condizioni non ottimali di Wu, che ha faticato a tenere il passo del suo avversario. Nel secondo set, Bublik ha accelerato fin da subito, ottenendo un break in apertura e gestendo il match con la massima serenità. La sua marcia verso la finale è stata un’esibizione di potenza e precisione, una dimostrazione che il pronostico della vigilia era più che meritato.
La Finale dei contrasti: esperienza contro fervore
Con la vittoria di Bublik e il trionfo di Royer, il Chengdu Open si prepara a vivere una finale che mette di fronte due mondi opposti. Da una parte, l’esperienza e la potenza di Alexander Bublik, un giocatore abituato a questi palcoscenici. Dall’altra, il fervore e l’entusiasmo di Valentin Royer, il qualificato che sogna di coronare un’impresa incredibile con il suo primo titolo ATP. Sarà un duello avvincente che deciderà chi tra i due potrà sollevare il trofeo.

