Il cielo di Rio de Janeiro ha provato a dettare legge, ma alla fine la terra rossa dell’ATP 500 ha emesso i suoi verdetti. Dopo due giorni di caos meteorologico che hanno messo a dura prova i nervi degli atleti e la pazienza degli spettatori, la finale del torneo brasiliano è finalmente realtà: sarà una sfida tutta sudamericana tra il cileno Alejandro Tabilo e l’argentino Tomás Martín Etcheverry.
Un epilogo arrivato al termine di una domenica frenetica, dove i tennisti sono stati costretti a un vero e proprio tour de force per recuperare il tempo perduto a causa delle incessanti piogge che hanno congestionato il tabellone.
Tabilo in scioltezza: missione compiuta in 71 minuti
Mentre il programma faticava a ripartire, Alejandro Tabilo ha deciso di non sprecare nemmeno un grammo di energia superflua. Opposto al peruviano Ignacio Buse — che nei quarti aveva sorpreso tutti eliminando Matteo Berrettini — il cileno ha sfoderato una prestazione impeccabile.
In appena 71 minuti, il numero 68 del ranking mondiale ha archiviato la pratica con un solido 6-3 6-3. Il segreto? Un uso magistrale del servizio mancino e traiettorie ad uscire che hanno costantemente sbilanciato Buse, incapace di trovare contromisure al tennis propositivo del cileno. Tabilo arriva così all’atto conclusivo fresco e con il morale alle stelle, pronto a sfruttare il vantaggio fisico accumulato sui rivali.
Etcheverry, l’eroe della maratona: 223 minuti di agonia
Tutt’altra storia sul campo adiacente, dove si è consumato un dramma sportivo dai tratti epici. La sfida tra Tomás Martín Etcheverry e il ceco Vít Kopřiva, ripresa dal 5-4 per il ceco dopo l’interruzione del giorno precedente, si è trasformata in una delle partite più lunghe e logoranti della stagione.
Per 3 ore e 43 minuti di gioco effettivo, i due si sono scambiati colpi proibiti in una battaglia di puro logoramento. Kopřiva ha accarezzato il sogno della finale vincendo il primo set, ma l’argentino ha dimostrato una tempra d’acciaio, trascinando il match per due volte al tie-break. In entrambi i casi, la freddezza di Etcheverry ha fatto la differenza: il 4-6 7-6 7-6 finale è il premio per un’atleta che ha rifiutato la sconfitta nonostante i crampi e la fatica.
Finale a Rio: Davide contro Golia (della fatica)
L’appuntamento è fissato per le 21.30 italiane, ma la grande incognita non riguarda la tattica, bensì la fisioterapia. Etcheverry, nativo di La Plata, dovrà recuperare in pochissime ore le tossine di una maratona infinita per affrontare un Tabilo che, al contrario, ha vissuto una mattinata quasi d’allenamento.
Riuscirà la solidità argentina a superare la freschezza e l’estro del mancino cileno? Rio attende il suo re, sperando che, almeno per stasera, Giove Pluvio decida di restare a guardare.

