Rotterdam non è più una terra promessa svanita sul più bello per Alex de Minaur. Dopo due anni vissuti all’ombra della delusione, con le finali perse consecutivamente contro giganti del calibro di Jannik Sinner (2024) e Carlos Alcaraz (2025), l’australiano ha finalmente trovato la chiave per chiudere il cerchio. Sul cemento indoor della città olandese, il numero 8 del ranking ATP ha sollevato l’undicesimo titolo della carriera, schiantando con un perentorio 6-3 6-2 il canadese Felix Auger-Aliassime.
Non è stata solo una vittoria, ma un esorcismo tennistico durato appena un’ora e diciotto minuti, durante i quali de Minaur ha mostrato una solidità tattica e mentale che non ha lasciato diritto di replica a un avversario apparso improvvisamente svuotato di energie.
La fine della striscia: Auger-Aliassime si arrende alla “Tarantola”
Felix Auger-Aliassime arrivava all’ultimo atto con i gradi di chi non sapeva più perdere. Reduce dal trionfo a Montpellier della scorsa settimana, il canadese sembrava aver ritrovato quel tennis scintillante che lo aveva portato ai vertici mondiali. Tuttavia, l’impatto con la difesa impenetrabile di de Minaur ha mandato in corto circuito il suo sistema di gioco.
A fare la differenza è stata la resa della seconda di servizio: se l’australiano ha navigato su acque tranquille (65% di punti vinti), Auger-Aliassime è letteralmente affondato, raccogliendo un misero 30%. Con appena otto vincenti a fronte di ventisei errori non forzati, il canadese è rimasto intrappolato nella ragnatela tessuta da “Demon”, incapace di trovare angoli o soluzioni per scardinare il muro avversario.
Cronaca di un Dominio: dal break al monologo
Il match ha vissuto una fase embrionale di apparente equilibrio, con entrambi i giocatori attenti a non concedere spazi nei propri turni di battuta. La crepa nel muro canadese si è aperta nel sesto game del primo set: de Minaur ha alzato il ritmo, forzando l’errore dell’avversario e involandosi verso il 6-3. Un parziale chirurgico, in cui l’australiano non ha concesso nemmeno l’ombra di una palla break.
Nel secondo set, la resistenza di Felix è durata fino al 2-2. Da quel momento in poi, sul campo centrale di Rotterdam è rimasto un solo giocatore. De Minaur ha inanellato una sequenza di dodici punti a zero nei turni di risposta, strappando il servizio nel quinto e nel settimo game. Un parziale di quattro giochi consecutivi che ha trasformato il finale in una passerella trionfale verso il 6-2 definitivo.
La maturità di un Top 10
Con questo successo, Alex de Minaur conferma di aver compiuto quel salto di qualità necessario per non essere più solo un “regolarista” di lusso. Vincere un ATP 500 prestigioso come Rotterdam, dopo aver pagato dazio contro i primi della classe negli anni precedenti, certifica la sua posizione nell’élite del tennis mondiale.
L’australiano lascia l’Olanda con una consapevolezza rinnovata: la sua velocità di piedi, unita a un servizio ora molto più incisivo, lo rende un cliente scomodissimo per chiunque in vista dei prossimi Masters 1000 americani. Per Auger-Aliassime resta il rammarico di una finale sottotono, ma anche la certezza di aver ritrovato una continuità che mancava da tempo.

