Finisce in modo drammatico l’avventura di Matteo Arnaldi sulla terra rossa di Umago. Il tennista ligure, tornato sulla superficie preferita dopo le opache parentesi sull’erba di Eastbourne e di Wimbledon, è stato eliminato nei quarti di finale del torneo croato per mano dell’esperto bosniaco Damir Dzumhur, vincitore con il punteggio finale di 7-6, 6-7, 7-6 al termine di una sfida infinita durata tre ore e quarantaquattro minuti. Il tennista azzurro, attuale numero trentaquattro delle classifiche mondiali, non è riuscito a scardinare la strenua difesa del rivale balcanico, scivolato fuori dai primi cento del mondo ma autore di una prestazione d’altri tempi.
Il parziale d’apertura: il black-out sul traguardo
L’avvio dell’incontro sembrava sorridere al giocatore italiano, bravo a trovare subito il giusto ritmo da fondocampo e a strappare la battuta all’avversario nel terzo gioco. Forte di un doppio break di vantaggio, Arnaldi si è issato fino al cinque-due, procurandosi anche un preziosissimo set-point sul proprio servizio. Nel momento di chiudere la frazione, tuttavia, la luce si è improvvisamente spenta per il ligure: il bosniaco ha dimezzato lo svantaggio e, sfruttando la tensione dell’azzurro, ha firmato il clamoroso aggancio sul cinque pari. Trascinato il parziale al tie-break, Dzumhur ha mostrato maggiore lucidità nei punti decisivi, incamerando il set alla terza opportunità utile.
La reazione nel secondo set e l’infinita battaglia di nervi
Il secondo parziale si è trasformato in una vera e propria guerra di logoramento fisico. Il momento di massima tensione si è registrato nel corso di un interminabile quinto game da ben venti punti, dove il bosniaco è riuscito a strappare il servizio all’azzurro al sesto tentativo utile.
Con le spalle al muro e l’avversario pronto a servire per il match sul cinque-quattro, il semifinalista dell’ultimo Roland Garros ha tirato fuori il carattere: con una serie di accelerazioni fulminee ha strappato il contro-break a zero, rimandando il verdetto a un nuovo tie-break. Questa volta il giocatore italiano ha gestito meglio la pressione, dominando le fasi centrali del gioco decisivo e allungando la contesa al terzo set.
Il dramma sportivo del terzo set e i riflessi sul tabellone
L’equilibrio ha regnato sovrano anche nella frazione decisiva. Nel game d’apertura l’azzurro non è riuscito a sfruttare tre pesanti palle break consecutive da una situazione di quaranta-zero in suo favore. Da quel momento in poi i turni di battuta sono scivolati via senza sussulti fino al naturale epilogo del terzo tie-break della giornata.
Sotto per tre a zero, l’azzurro ha saputo rimettersi in carreggiata agganciando l’avversario sul quattro pari. Sul più bello, però, due errori consecutivi al servizio sul punteggio di 4-5 sono costati carissimo ad Arnaldi, che ha dovuto così salutare la Croazia. Mentre il ligure mastica amaro, Dzumhur vola in semifinale dove attende uno tra Molcan e Davidovich Fokina, con la parte bassa del tabellone che vedrà invece di fronte Burruchaga e Merida Aguilar.

