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Mentre il sole cala su Melbourne Park, la seconda giornata degli Australian Open 2026 consegna agli archivi una sceneggiatura fatta di ritorni nostalgici, crolli fisici e una piccola, grande certezza italiana. Se il tabellone maschile inizia a perdere i primi pezzi pregiati, a rubare l’occhio non sono solo i risultati netti, ma le storie umane che si intrecciano tra il cemento blu della Rod Laver Arena e i campi periferici.

L’eterno Wawrinka e il massacro di Cilic

C’è un filo invisibile che lega i grandi campioni del passato a questo torneo. Stan Wawrinka, al suo ultimo ballo australiano, ha commosso il pubblico battendo Laslo Djere in quattro set. Non vinceva a Melbourne da cinque anni, eppure il suo rovescio a una mano ha squarciato il campo con la solita, devastante eleganza, approfittando di un avversario poco incline ai ritmi del cemento.

Ancora più impressionante è stata la prova di forza di Marin Cilic. Il croato ha inflitto a Daniel Altmaier un trattamento brutale: un doppio 6-0 iniziale che è entrato di diritto nelle statistiche Slam (solo 29 volte nella storia un match è iniziato così). Sebbene il tedesco abbia provato a reagire nel terzo set, cedendo solo al tie-break, la prova di Cilic resta il manifesto di una giornata in cui l’esperienza ha pesato più della gioventù.

Cadute eccellenti: il dramma di Auger-Aliassime e la sorpresa Géa

Il pomeriggio australiano ha riservato però anche amarezze cocenti. La sorpresa più grande è arrivata dal campo dove Felix Auger-Aliassime, testa di serie numero 7, ha dovuto alzare bandiera bianca contro Nuno Borges. Non è stata una sconfitta tecnica, ma un tradimento del corpo: i crampi hanno paralizzato il canadese proprio quando la battaglia entrava nel vivo, spalancando le porte al portoghese, giocatore solido e sempre pericoloso in queste condizioni.

Non meno fragoroso è stato il tonfo di Jiri Lehecka. Il ceco, numero 17 del tabellone, è stato letteralmente travolto dall’entusiasmo del giovane qualificato francese Arthur Géa. In tre set rapidi e senza appello, Géa ha dimostrato che le gerarchie del ranking, nel primo Slam dell’anno, sono spesso fragili castelli di carta. A fargli compagnia tra gli sconfitti illustri anche Brandon Nakashima, sorpreso dalla solidità ritrovata di Botic van de Zandschulp.

Italia: tra la legge dei “Top” e il sogno di Maestrelli

Il bilancio azzurro di giornata è un chiaroscuro che lascia però un retrogusto di speranza. Le sconfitte di Matteo Arnaldi e Mattia Bellucci erano, purtroppo, iscritte nel codice genetico del sorteggio. Affrontare Andrey Rublev e Casper Ruud all’esordio è una montagna difficile da scalare per chiunque: entrambi gli azzurri hanno lottato, ma la cilindrata dei loro avversari si è dimostrata superiore nei momenti chiave.

La notizia di copertina per l’Italia è però la firma di Francesco Maestrelli. Il giovane qualificato ha vissuto una giornata che difficilmente dimenticherà. Contro il francese Terence Atmane, Maestrelli ha dato prova di una maturità agonistica impressionante, non disunendosi quando il match sembrava scivolargli via dopo il terzo set. Ha saputo attendere il calo fisico dell’avversario per poi azzannare la partita negli ultimi due parziali (6-1, 6-1). La sua ricompensa? La sfida impossibile contro Novak Djokovic al secondo turno. Il serbo, intanto, ha sbrigato la pratica Martinez con la freddezza di un automa, centrando la vittoria numero 100 nel torneo e confermandosi il totem da abbattere.

Maratone notturne: l’orgoglio di Muller e la costanza di Medvedev

Mentre la notte avvolgeva i campi secondari, il pubblico di casa ha sofferto con Alexei Popyrin in una battaglia di nervi contro Alexandre Muller. Il francese è stato glaciale nel super tie-break finale, spegnendo le speranze dell’australiano in un clima da corrida.

In sordina, ma con estrema efficacia, è tornato al successo Slam anche Daniil Medvedev. Il russo non vinceva un match in un Major da oltre un anno (370 giorni), un digiuno insolito per un ex numero uno. Il successo contro Jesper de Jong non è stato scintillante, ma fondamentale per ritrovare quelle certezze necessarie per arrivare in fondo alla seconda settimana.

Melbourne chiude così un secondo giorno intenso, dove i record del passato e le ambizioni del futuro hanno trovato un punto d’incontro perfetto, preparando il terreno per un secondo turno che promette scintille, specialmente sull’asse Italia-Serbia.