Fonte: Instagram: virtusbologna https://www.instagram.com/p/DTBbTuUjecJ/?img_index=2

Nonostante l’emergenza infortuni, la squadra di Ivanovic rimonta dal -15 e schianta l’Olimpia 97-85. Morgan e Alston Jr. firmano il sorpasso, mentre Milano scivola nella crisi dell’era Poeta. È aggancio in classifica Eurolega.

Nelle notti europee di Bologna, il cuore spesso conta più dei nomi sulla lista dei convocati. Il Derby d’Italia numero 19 della stagione di Eurolega non ha fatto eccezione, regalando alla Virtus Olidata Bologna un successo di un’importanza capitale, tanto per la classifica quanto per il morale. In una Unipol Arena ribollente di passione, le Vu Nere hanno ribaltato l’EA7 Emporio Armani Milano con un punteggio finale di 97-85, al termine di una gara che ha vissuto due vite diametralmente opposte.

Per la Virtus è la vittoria del carattere, ottenuta superando l’assenza pesantissima di Edwards, Smailagic e Diouf. Per l’Olimpia, invece, il risveglio è amaro: la terza sconfitta consecutiva in Europa apre ufficialmente la prima vera crisi della gestione di coach Peppe Poeta.

L’illusione milanese: il dominio del primo quarto

L’avvio di gara sembrava il preludio a un monologo biancorosso. Milano è scesa in campo con le idee chiarissime, sfruttando la precisione dall’arco di Shields e Brooks per mettere subito pressione alla difesa bolognese. Nonostante un timido tentativo di risposta firmato dall’atletismo di Akele e Niang, l’Olimpia ha preso rapidamente il comando delle operazioni.

Sotto le plance, Booker ha dominato fisicamente, mentre Zach LeDay è stato il vero incubo della difesa virtussina nei primi dieci minuti. Con una tripla dell’ex Partizan, Milano è scappata sul +9 (12-21), chiudendo poi la prima frazione con un eloquente 14-27. Una Virtus contratta e imprecisa sembrava destinata a una serata di sofferenza davanti ai propri tifosi.

La scossa di Daniel Hackett: cambia il vento a Casalecchio

Il secondo quarto è iniziato sulla falsariga del primo. Quando Brown, approfittando di una palla persa sanguinosa di Taylor, ha depositato il canestro del +15 (23-38), il gelo è calato sulla Unipol Arena. È stato in quel momento che è emersa l’anima della vecchia guardia. Daniel Hackett, con la grinta dei giorni migliori, ha deciso di caricarsi la squadra sulle spalle.

Cinque punti consecutivi del play azzurro hanno riacceso la miccia. Poeta ha cercato di fermare l’emorragia con un timeout, ma l’inerzia era ormai cambiata. Sulle ali dell’entusiasmo, le triple di un caldissimo Alston Jr. hanno riportato Bologna a un solo possesso di distanza (36-39). Il sorpasso è stato sfiorato con un gioco da tre punti di Jallow, prima che la sirena dell’intervallo lungo sancisse una parità assoluta a quota 47-47. In dieci minuti, la Virtus ha segnato 33 punti, cancellando totalmente il gap iniziale.

Il ciclone Morgan e l’apoteosi Virtus

Se il secondo quarto è stato quello della rimonta, il terzo è stato quello della consacrazione. La Virtus è rientrata dagli spogliatoi con una ferocia agonistica impressionante, piazzando immediatamente un 7-0 firmato dalla coppia Morgan-Alston Jr. Milano, improvvisamente incapace di produrre gioco fluido, è finita in un imbuto difensivo.

Matt Morgan è salito in cattedra, colpendo da ogni posizione e facendo impazzire il pubblico con la tripla del +11 (67-56). Coach Ivanovic ha trovato risposte eccellenti anche dai “giovani” Niang e Jallow, capaci di colmare con l’energia il vuoto lasciato dai titolari assenti. Nonostante i tentativi di Ricci e Brooks di tenere l’Olimpia a galla con tiri disperati dall’arco, Bologna ha chiuso il trentesimo minuto sul 77-66, segnando ancora 30 punti in un singolo parziale.

Il sipario scende col tricolore: Milano si arrende

L’ultimo quarto è stata una gestione magistrale del vantaggio. Josh Nebo ha provato a usare i muscoli per riportare Milano sotto la doppia cifra di svantaggio, ma la Virtus non ha più tremato. Le triple della staffa sono arrivate ancora da Hackett e da un immarcabile Morgan, portando il vantaggio sul massimo distacco di +15 (89-74).

L’ultimo sussulto di orgoglio di Milano è stato spento definitivamente da Derrick Alston Jr., che con la sua ennesima conclusione pesante ha fissato il punteggio sul 94-79 a pochi minuti dal termine. Gli ultimi possessi sono stati una passerella per i padroni di casa, che chiudono sul 97-85 e agganciano l’Armani in classifica con un record di 9-10.

Analisi e Classifica: Milano trema, Bologna sogna

La sconfitta milanese evidenzia crepe preoccupanti nella tenuta mentale del gruppo di Poeta, apparso incapace di reagire una volta persa l’inerzia del match. Al contrario, la gestione Ivanovic esce fortificata: vincere un derby di questa portata senza tre pedine fondamentali del front-court è un segnale di forza clamoroso inviato a tutta l’Eurolega.

TABELLINO DELLA PARTITA

VIRTUS OLIDATA BOLOGNA97EA7 EMPORIO ARMANI MILANO85
Parziali14-2733-2030-19

IL BOX SCORE DETTAGLIATO

BOLOGNAPTMILANOPT
Morgan22Nebo15
Alston Jr20LeDay14
Jallow12Booker12
Niang11Guduric11
Vildoza10Shields11
Hackett8Brooks8
Akele6Ellis7
Pajola4Brown4
Taylor4Ricci3
Accorsi0Mannion0
Canka0Totè0
Dunston0