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Match interrotto dopo sette minuti: i siciliani restano in due contro cinque e forzano la sconfitta per mancanza di effettivi. Si chiude nel modo più umiliante l’avventura europea e, forse, la storia del club.

Il cronometro segnava ancora tre minuti alla fine del primo quarto quando il parquet dell’Arena Samokov, in Bulgaria, è diventato il teatro di una delle pagine più cupe e grottesche del basket contemporaneo. Il punteggio di 38-5 in favore dell’Hapoel Holon resterà un dettaglio statistico insignificante di fronte alla gravità di quanto accaduto: una partita di Champions League trasformata in una recita surreale che ha calpestato i valori della competizione.

Sette minuti di scempio: dal cinque contro cinque al due contro cinque

La Trapani Shark, decimata da una crisi ormai irreversibile, si è presentata all’appuntamento con soli cinque uomini a referto: Cappelletti, Rossato, Pugliatti e i giovanissimi della juniores Patti e Martinelli. Che la serata potesse trasformarsi in un incubo era prevedibile, ma la realtà ha superato la peggiore delle fantasie.

Dopo una manciata di minuti, la “fuga” dal campo: prima Rossato e Cappelletti, poi Pugliatti hanno abbandonato il parquet. Per diversi, interminabili minuti, i due giovani Patti e Martinelli sono rimasti da soli a fronteggiare il quintetto israeliano in un impari due contro cinque. Una scena umiliante, terminata solo quando Luigi Patti ha commesso intenzionalmente il suo quinto fallo. Da regolamento FIBA, una squadra che rimane con un solo atleta attivo viene dichiarata sconfitta per insufficienza di giocatori, mettendo fine allo strazio.

Una piazza tradita e un futuro avvolto nel buio

La fine ingloriosa di questo play-in sembra sancire la parola “fine” sull’attuale progetto cestistico trapanese. Nonostante la dedizione dei giocatori e l’incessante calore dei tifosi — che non hanno mai fatto mancare il proprio supporto nonostante un declino annunciato — lo spettacolo offerto in Bulgaria è una ferita aperta.

Mentre il presidente Valerio Antonini continua a rilasciare proclami bellicosi, la realtà parla di una società allo sbando. Ricordiamo che lo stesso Antonini è stato recentemente colpito da un’inibizione di due anni da parte della FIP, un segnale inequivocabile della tensione tra il club e gli organi federali.

L’ombra del forfait contro Trento e l’intervento della FIP

Sabato sarebbe previsto il match di campionato contro Trento, ma dopo quanto visto a Samokov, la presenza di Trapani sul parquet appare un’ipotesi remota, se non impossibile. La dignità dei professionisti scesi in campo stasera è stata messa a dura prova e ora la palla passa agli organi competenti.

È lecito attendersi un intervento ispettivo e sanzionatorio da parte della Federazione e degli organismi della Champions League. Lo sport richiede rispetto, e quanto accaduto in Bulgaria è stato l’esatto opposto: una farsa che né il basket italiano né quello europeo possono permettersi di ignorare.