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Milano piega una Cantù mai doma per 88-86. L’EA7 aggancia Brescia al secondo posto e lancia il guanto di sfida alla Virtus, ma quanta fatica contro i giganti di De Raffaele.

Il Derby Lombardo non è mai una partita come le altre, e il posticipo della ventunesima giornata ne è stata la conferma più lampante. Tra l’EA7 Emporio Armani Milano e l’Acqua San Bernardo Cantù è andata in scena una battaglia di nervi, una danza acrobatica sul cornicione del risultato che ha visto trionfare gli uomini di “Peppe” Poeta per 88-86. Una vittoria che vale il doppio: per il morale, per la storia del confronto, ma soprattutto per la classifica, che ora vede le Scarpette Rosse appaiate a Brescia al secondo posto (30 punti), a una sola lunghezza dalla capolista Virtus Bologna.

Lo strappo iniziale e l’illusione del dominio

Milano ha approcciato il match con la ferocia della grande squadra. Nonostante un avvio promettente degli ospiti, trascinati dalla fisicità debordante di Oumar Ballo, l’Olimpia ha risposto con un parziale travolgente nel primo quarto. La difesa meneghina ha iniziato a mordere i portatori di palla canturini, propiziando le transizioni di Shavon Shields e le fiammate di Zach LeDay.

Il +13 (33-20) maturato alla prima sirena profumava di sentenza anticipata. In quel momento, l’EA7 sembrava in totale controllo, fluida in attacco e impermeabile dietro. Ma il basket di questo livello è fatto di parziali e contro-parziali, e la squadra di Walter De Raffaele ha dimostrato di avere un’anima dura a morire.

La resilienza di Cantù: il fattore Ballo

Il secondo e il terzo quarto hanno raccontato un’altra partita. Cantù ha iniziato a sporcare ogni linea di passaggio, aggrappandosi a un Oumar Ballo in versione extralarge: una doppia doppia da 21 punti e 12 rimbalzi che ha messo a nudo le difficoltà milanesi nel contenere i centri di stazza. L’ex Moraschini e uno chirurgico Erick Green hanno ricucito il divario punto su punto, portando l’Acqua San Bernardo addirittura al sorpasso a metà della terza frazione (53-54).

Il match si è trasformato in una rissa sportiva, giocata sul filo dei decimi di secondo. Cantù ha trovato in Xavier Sneed l’arma per scardinare la zona di Poeta, mentre Andrea De Nicolao ha gestito i ritmi con la solita sapienza veterana.

“Pippo” Ricci: l’MVP silenzioso che alza la voce

In una serata in cui le stelle più attese hanno brillato a intermittenza, a prendersi il proscenio è stato Giampaolo “Pippo” Ricci. La sua prestazione è stata una lezione di efficienza e leadership: 22 punti con un sontuoso 6/10 dall’arco. Ricci non ha solo segnato, ha segnato i canestri che “pesavano”.

Ogni volta che Cantù tornava a un solo possesso di distanza, la mano del capitano azzurro non tremava. La sua tripla sul finire del terzo quarto per il 66-63 e quella cruciale nel finale punto a punto hanno agito come secchiate d’acqua gelida sui sogni di rimonta canturini. Insieme alla freddezza di Bolmaro (15 punti) e alla solidità di Guduric nel finale, Ricci ha regalato a Poeta la lucidità necessaria per non affondare sotto i colpi di un Green mai domo.

Volata finale: l’errore che salva Milano

Gli ultimi cinque minuti sono stati un concentrato di adrenalina pura. Sul punteggio di 86-82, Cantù ha avuto ancora la forza di rientrare fino al -2 grazie al solito Ballo. Con i nervi a fior di pelle, Marko Guduric ha convertito i liberi della sicurezza, ma l’ultima parola sarebbe potuta spettare a Erick Green. La sua tripla del potenziale sorpasso allo scadere è però scheggiata sul ferro, lasciando l’urlo strozzato in gola ai tifosi ospiti e liberando la festa dell’Allianz Cloud.

Prospettive: rotta su Bologna

Milano esce da questo derby con una certezza: il carattere non manca, ma la gestione dei vantaggi resta un cantiere aperto. Agganciare il secondo posto è il miglior biglietto da visita possibile per il big match di domenica sera contro la Virtus Bologna. Per Poeta sarà l’esame di maturità definitivo: battere le V-nere significherebbe riaprire ufficialmente la corsa per il primato assoluto. Cantù, dal canto suo, esce sconfitta ma consapevole di poter giocare alla pari con chiunque, forte di un sistema difensivo che darà del filo da torcere a molte in questa Serie A.