Fonte: Instagram: cyclinglegend https://www.instagram.com/p/DYSMn1siDMW/

Il Giro d’Italia numero 109 ha vissuto una delle sue giornate più epiche e tormentate nella quinta tappa dell’edizione 2026. Quello che doveva essere un martedì di transizione si è trasformato in un’odissea di 191 chilometri tra Praia a Mare e Potenza, caratterizzata da un clima glaciale che ha ricordato più le classiche del Nord che la primavera del Sud Italia. In un finale che sembrava scritto da un romanziere d’avventura, lo spagnolo Igor Arrieta ha firmato un capolavoro di resilienza, mentre il portoghese Afonso Eulalio è diventato il nuovo leader della classifica generale.

Gelo e pioggia: la battaglia lucana si accende subito

La carovana ha lasciato la Calabria sotto una pioggia battente e temperature insolitamente basse. La durezza del percorso, che presentava discese tecniche e insidiose più ancora delle salite, ha immediatamente selezionato il gruppo. La fuga di giornata è nata dopo una lotta furibonda, un attacco di forza che ha visto protagonisti dodici corridori di altissimo profilo, tra cui spiccavano i nomi di Narváez, Campenaerts, Rubio e una nutrita rappresentanza italiana composta da Tarozzi, Milesi, Garofoli e Scaroni.

Mentre la Lidl-Trek cercava invano di mantenere il distacco sotto una soglia di sicurezza per difendere il primato, i fuggitivi hanno guadagnato terreno prezioso, trasformando la frazione in una cronometro a distanza tra la testa della corsa e il plotone dei big.

Il dramma di Montagna Grande: Arrieta tra cadute e lacrime

Il punto di svolta tattico è arrivato sulle rampe della Montagna Grande di Viggiano. Igor Arrieta (UAE Team Emirates – XRG) ha rotto gli indugi con un’azione solitaria, venendo inseguito e poi raggiunto dal solo Afonso Eulalio. La coppia ha scavato un solco incolmabile tra sé e il resto degli inseguitori, involandosi verso il traguardo di Potenza.

Tuttavia, il finale è stato scandito dai colpi di scena. A 12 chilometri dall’arrivo, in una discesa resa viscida dall’umidità, Arrieta è scivolato rovinosamente in curva. Sembrava il tramonto delle sue ambizioni, con Eulalio che ne approfittava per involarsi in solitaria, ma la strada ha presentato il conto anche al portoghese, finito a terra poco dopo. In un susseguirsi di errori tecnici, Arrieta ha sbagliato nuovamente una traiettoria, scivolando ancora una volta indietro.

Quando ormai Eulalio assaporava la gioia del successo, a soli 200 metri dalla linea bianca, Arrieta ha completato una rimonta impossibile, saltando l’avversario con le ultime energie rimaste e scoppiando in un pianto liberatorio dopo aver tagliato il traguardo.

Classifica stravolta: Eulalio in Rosa, crolla Ciccone

Nonostante la beffa della vittoria sfumata per pochi metri, Afonso Eulalio può consolarsi con il bottino più prezioso: la Maglia Rosa. Il gruppo dei migliori, infatti, è giunto sotto il traguardo con un ritardo superiore ai 7 minuti. Giulio Ciccone, che aveva iniziato la giornata con il simbolo del primato, ha tentato una difesa disperata e solitaria nel finale, ma la superiorità numerica e la forza della fuga lo hanno costretto a cedere il trono al corridore della Bahrain – Victorious.

Tra gli uomini di classifica non si è registrata battaglia diretta, con i favoriti che hanno preferito non correre rischi inutili sulle strade ghiacciate, rimandando ogni scontro diretto alla temuta tappa del Blockhaus.

Ordine d’arrivo Tappa 5: Praia a Mare – Potenza

  • 1. Igor Arrieta (UAE Team Emirates – XRG)
  • 2. Afonso Eulalio (Bahrain – Victorious)
  • 3. Thomas Silva (XDS Astana Team)
    1. Lorenzo Milesi (Movistar Team)
    1. Christian Scaroni (XDS Astana Team)
    1. Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step)

L’Italia festeggia tre piazzamenti nei primi sei, ma mastica amaro per la perdita della maglia di Ciccone. Il Giro si conferma una gara di nervi e resistenza, dove il meteo può diventare il primo e più pericoloso avversario.