L’annuncio shock a “Che tempo che fa”: la regina del fioretto dice addio alla scherma paralimpica. “Il fisico non regge più, ma il mio futuro è l’atletica leggera”. Una sfida senza precedenti per l’icona dello sport italiano.
Ci sono notizie che segnano la fine di un’era e l’inizio di un’epopea sconosciuta. Quella arrivata domenica sera dal salotto di Fabio Fazio è una di queste. Bebe Vio, il sorriso che ha reso il fioretto paralimpico un fenomeno di massa, ha deposto la maschera. Non per arrendersi, ma per cambiare terreno di gioco. L’atleta veneziana ha ufficializzato l’addio definitivo alla scherma, annunciando il passaggio all’atletica leggera con un obiettivo tanto folle quanto affascinante: i 100 metri.
Il corpo dice basta: “Purtroppo è finita”
Le parole di Beatrice Vio Grandis sono arrivate come un fendente inaspettato. “Non l’ho mai detto a voce alta, ma purtroppo con la scherma è finita”, ha confessato con la consueta schiettezza. Dietro questa decisione dolorosa ci sono anni di battaglie silenziose contro un fisico provato da infortuni e complicazioni che hanno radici profonde, ben prima dei successi di Tokyo e Parigi.
“I problemi grossi sono stati prima di Parigi, ancora più pesanti di quelli di Tokyo. Sono stata veramente male”, ha spiegato Bebe. La scherma in carrozzina richiede una torsione del busto e una sollecitazione articolare che il suo corpo non è più in grado di sostenere ai massimi livelli. L’ultima stoccata, scoccata sulle pedane parigine nel 2024, rimarrà dunque il sigillo finale di una carriera leggendaria.
La nuova sfida: la velocità pura
Ma chi pensa a un ritiro dalle scene si sbaglia di grosso. La “nuova” Bebe Vio ha già iniziato a correre. Supportata dal Gruppo Sportivo della Polizia di Stato e da un team tecnico d’eccellenza, l’azzurra ha già intrapreso il percorso nell’atletica. L’obiettivo dichiarato è la distanza regina: i 100 metri piani.
“Credo fortemente che lo sport sia fattibile se hai una squadra che ti supporta”, ha dichiarato l’atleta, sottolineando come il suo storico allenatore e i nuovi tecnici stiano lavorando per compiere quello che lei stessa definisce un “miracolo”. Passare dalla stabilità della carrozzina alla dinamica della corsa su protesi è una transizione tecnica e fisica immensa, ma Bebe ha abituato il mondo a sgretolare l’impossibile.
Un’eredità d’oro e un futuro da scrivere
L’addio alla scherma lascia in bacheca un palmarès che farebbe impallidire chiunque:
- Paralimpiadi: 2 ori, 1 argento, 3 bronzi.
- Mondiali: 5 titoli iridati.
- Europei: 5 medaglie d’oro.
Numeri che però raccontano solo metà della storia. Bebe Vio è stata, ed è, il motore immobile del movimento paralimpico italiano, capace di trasformare la disabilità in un’icona pop e culturale. Attraverso la sua Art4Sport Academy, ha già iniziato a restituire allo sport ciò che lo sport le ha dato, formando le nuove generazioni di campioni.
Ora, mentre l’atletica italiana brilla dei successi di Parigi 2024 (dove la spedizione azzurra ha raccolto 4 ori e un totale di 8 medaglie), Bebe si prepara a inserirsi in un contesto agonistico di altissimo livello. Sarà una versione di lei che dovremo imparare a conoscere: meno tattica e più potenza, meno fioretto e più cronometro. Ma con lo stesso, identico spirito di chi non conosce il significato della parola “limite”.
IL PALMARÈS SCHERMISTICO DI BEBE VIO
| Competizione | 🥇 Oro | 🥈 Argento | 🥉 Bronzo |
| Giochi Paralimpici | 2 | 1 | 3 |
| Campionati Mondiali | 5 | 0 | 2 |
| Campionati Europei | 5 | 1 | 0 |
INFO E PROSSIMI PASSI
La transizione nell’atletica leggera comporterà un periodo di classificazione funzionale e allenamenti specifici per adattarsi alle nuove protesi da corsa.
- Specialità: 100 metri piani.
- Team: Fiamme Oro (Polizia di Stato).
- Academy: art4sport ONLUS (Progetto “Fly2”).

