Fonte: Instagram: fondoitalia https://www.instagram.com/p/CMmxjqtl5y_/

La Norvegia si impone con un margine netto davanti a Francia e Svezia. Gli Azzurri, in lotta per il bronzo fino a metà gara, compromettono il risultato nella terza frazione di Didier Bionaz, nonostante l’ottima performance di Tommaso Giacomel.

HOCHFILZEN, AUSTRIA – Si è conclusa con una prestazione altalenante la Staffetta Maschile 4×7.5 km di Coppa del Mondo di Biathlon a Hochfilzen. La gara, valida per la seconda tappa stagionale, ha ribadito la supremazia incontrastata della Norvegia, mentre l’Italia, partita con grandi ambizioni di podio, ha dovuto accontentarsi della sesta posizione finale, pagando un errore fatale al poligono.

L’egemonia della Norvegia: precisione chirurgica

La vittoria è andata, come da pronostico, alla Norvegia. Il quartetto composto da Johannes Dale-Skjevdal, Johan-Olav Botn, Sturla Holm Laegreid e dal closer Vetle Sjaastad Christiansen ha offerto una dimostrazione di forza e, soprattutto, di chirurgica precisione al tiro.

I norvegesi hanno chiuso la gara in 1:11’54″8, utilizzando solamente tre ricariche nell’arco delle otto sessioni di tiro totali. Laegreid e Christiansen hanno consolidato un vantaggio incolmabile nella seconda metà di gara, lasciando dietro di sé il vuoto.

Il podio è stato completato dalle storiche rivali:

  • Argento per la Francia, composta da Claude, Jacquelin, Fillon Maillet e Perrot, che ha chiuso a 43″1 di distacco. I transalpini hanno dovuto ricorrere a otto ricariche.
  • Bronzo per la Svezia (Nelin, Stefansson, Ponsiluoma, Samuelsson), terza a 1’05″7 (nove ricariche utilizzate).

Un segnale di grande competitività è arrivato dagli Stati Uniti, quarti a 1’14″5, che hanno preceduto la Germania, quinta a 1’20″0 nonostante un giro di penalità.

Il giallo del terzo cambio: l’errore di Bionaz

Per l’Italia (pettorale 6), la gara è stata caratterizzata da un chiaro spartiacque. La squadra azzurra è stata in piena lotta per il podio, grazie a una gestione iniziale accorta.

  • Elia Zeni (prima frazione) e Lukas Hofer (seconda frazione) sono riusciti a mantenere il contatto con le posizioni di testa, con una performance onorevole al poligono, mettendo la squadra nelle condizioni ideali per sognare il bronzo.

Il crollo è arrivato nella terza frazione, affidata a Didier Bionaz. Il valdostano ha faticato terribilmente al tiro in piedi, incappando in un disastroso giro di penalità che ha di fatto estromesso l’Italia dalla contesa per le medaglie. Questo errore è stato un macigno sulle ambizioni azzurre, creando un distacco che il resto della squadra non è riuscito più a recuperare.

Nonostante la situazione ormai compromessa, Tommaso Giacomel (quarta frazione), closer e uomo di punta del momento, ha comunque offerto una performance superba sugli sci, limitando i danni nell’ultima parte della staffetta.

L’Italia ha chiuso al sesto posto con un ritardo di 2’57″4, totalizzando otto ricariche e l’unico, ma pesantissimo, giro di penalità.

La Classifica finale e il rimpianto Azzurro

Il sesto posto finale lascia un grande amaro in bocca agli Azzurri. La squadra ha dimostrato di avere il potenziale fisico per stare con i migliori, ma la combinazione poco brillante delle prime tre frazioni, culminata con la penalità di Bionaz, ha vanificato gli sforzi.

  • 7ª Ucraina a 3’09″6
  • 8ª Estonia a 3’12″7
  • 9ª Cechia a 3’12″8
  • 10ª Slovenia a 3’25″0

L’attenzione ora si sposta sulla prova individuale dell’Inseguimento Femminile, dove l’Italia spera di riscattarsi con Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer.