La tappa austriaca (venerdì 12 Sprint, domenica 14 Inseguimento) promette di fare chiarezza dopo l’incerto inizio di Östersund. Rientra la campionessa Julia Simon. Attesa per Wierer e Vittozzi.
HOCHFILZEN, AUSTRIA – Il sipario si riapre sulla Coppa del Mondo di biathlon femminile a Hochfilzen, in Austria, dopo una tappa inaugurale a Östersund che ha lasciato più dubbi che certezze. Il passaggio dalla Svezia alla tradizionale sede austriaca segna l’inizio di una fase cruciale, con la Sprint in programma venerdì 12 e l’Inseguimento domenica 14, intervallati da una Staffetta considerata interlocutoria.
L’aggettivo “interlocutorio” ben descrive quanto accaduto in Scandinavia. In un anno olimpico, come spesso accade, la stagione è iniziata senza veri e propri punti di riferimento fissi, ma con un susseguirsi di protagoniste a sorpresa che hanno approfittato della forma fisica ancora non ottimale delle big.
Le protagoniste occasionali e l’ignoto
Östersund ha incoronato atlete inattese, che ora si trovano sotto i riflettori. Si parla di Suvi Minkkinen, Anna Magnusson, Camille Bened e Lisa Theresa Hauser: tre atlete over-30 che finora non avevano mai rappresentato un fattore nella corsa alla Sfera di cristallo, e una venticinquenne senza risultati di rilievo.
Sebbene la “rivelazione” possa essere dietro l’angolo in qualsiasi momento, gli addetti ai lavori mantengono cautela. È ancora prematuro stabilire se queste atlete avranno la continuità necessaria per competere ai massimi livelli o se si tratta solo di exploit dovuti a un periodo fortunato. L’incertezza regnerà probabilmente fino a gennaio, ma Hochfilzen fornirà il primo, fondamentale test di continuità.
Il raggio di luce di Wierer e la solida Vittozzi
La ragione principale di questo scenario caotico è la mancanza di performance incisive da parte delle protagoniste attese. Tra malanni, assenze legate a motivi disciplinari, condizioni atletiche ancora da affinare (per scelta o per rientri da lunghi stop) e pasticci al poligono, nessuna big ha veramente lasciato il segno.
L’unica eccezione luminosa è stata Dorothea Wierer, il cui lampo nell’Individuale del 3 dicembre è stato semplicemente abbagliante. La campionessa italiana ha dimostrato che, quando è in giornata, il suo talento e la sua precisione rimangono unici nel circuito. L’attesa è ora di vedere se Doro riuscirà a mantenere questa brillantezza anche nelle gare veloci austriache.
Parallelamente, si è registrato il solido rientro di Lisa Vittozzi. La sua performance in Svezia, pur non portandola sul podio, ha mostrato una base atletica e psicologica incoraggiante, essenziale per affrontare una lunga stagione.
Le sorelle Öberg e il rientro di Julia Simon
Hochfilzen è chiamata a dare un responso chiaro sul reale valore di diverse squadre e atlete chiave.
- Le Francesi: La notizia più importante è il rientro di Julia Simon. La campionessa, assente a Östersund per motivi disciplinari, è pronta a tornare in gara, ma dovrà immediatamente dimostrare di aver ritrovato il ritmo gara e la concentrazione al poligono.
- Le Tedesche: La Germania, al netto delle influenze che hanno colpito la leader Franziska Preuss, è apparsa in ritardo. Le loro prestazioni in Svezia sono state al di sotto delle aspettative e si attendono segnali di risveglio in Austria.
- Le Svedesi: Le sorelle Öberg, spesso protagoniste, sono state a loro volta condizionate da acciacchi fisici. Il loro stato di forma a Hochfilzen sarà un indicatore cruciale per le loro ambizioni.
Tra le note positive, è piaciuta la norvegese Maren Kirkeeide, che ha mostrato spunti interessanti. Tuttavia, come recitavano gli AC/DC, it’s a long way to the top if you wanna rock’n’roll. La strada per la vetta è lunga.
Venerdì si ricomincerà quindi nell’incertezza. Le nevi austriache rappresenteranno una controprova essenziale. Ci saranno conferme delle outsider o assisteremo a uno stravolgimento dei valori con il ritorno delle big? Ai fatti, come sempre, l’ardua sentenza.

