Trieste non è solo la città del vento, oggi è il palcoscenico di una tempesta rossonera. La Sir Susa Vim Perugia si conferma l’entità dominante della pallavolo contemporanea, piegando una generosa Rana Verona per 3-1 (25-27; 25-22; 25-21; 25-22) nella finale della Supercoppa Italiana 2026. Per la corazzata umbra non è solo un trofeo: è il settimo sigillo nella competizione, il quarto consecutivo, ma soprattutto la conferma di una “fame” chimica che non accenna a placarsi dopo il recente trionfo nel Mondiale per Club.
Lo scontro di civiltà: l’orgoglio scaligero contro la tecnica umbra
Il match del PalaTrieste è stato un concentrato di pura adrenalina, un confronto tra due filosofie che hanno infiammato la stagione. Da una parte la Rana Verona, fresca dell’apoteosi in Coppa Italia conquistata solo tre settimane fa e desiderosa di firmare una storica doppietta. Dall’altra, i Block Devils, una macchina progettata per non sbagliare gli appuntamenti con la storia.
Il primo set ha raccontato la voglia di sognare degli scaligeri. In un finale sul filo di lana, dopo il pareggio a quota 23, è stato Noumory Keita a prendersi le responsabilità più pesanti. Nonostante il primo tempo di Russo avesse regalato a Perugia la palla set, Keita ha annullato il vantaggio e, approfittando di un errore dai nove metri di Giannelli, ha sigillato il parziale sul 25-27 con un tocco di classe sopraffina.
La metamorfosi di Perugia: la regia di Giannelli e i martelli dell’Est
Sotto di un set, Perugia non ha ceduto al nervosismo. È qui che è emersa la statura di Simone Giannelli, capace di resettare il sistema e distribuire il gioco con una lucidità disarmante. La rimonta è passata dalle mani pesanti di Oleh Plotnytskyi (17 punti) e dalla solidità di Kamil Semeniuk (13), ma è stato l’opposto Wassim Ben Tara (16 punti) a suonare la carica nei momenti di massima tensione.
Nel secondo set, Verona ha provato a scappare ancora (12-10), ma i rossoneri hanno ricucito il gap punto su punto. Sul 21-20, la svolta: un errore di Darlan ha aperto una falla nel sistema difensivo veneto, prontamente sfruttata dal centrale Federico Crosato — autentica rivelazione del match con 11 marcature — autore di un primo tempo e un muro granitico. La chiusura di Ben Tara in parallela ha ristabilito la parità cromatica nel match.
Il muro dei Campioni del Mondo: una difesa d’acciaio
Il terzo e il quarto parziale sono stati un manuale di gestione del vantaggio. Perugia ha iniziato a servire con una cattiveria agonistica differente: l’ace di Giannelli e la precisione chirurgica di Crosato hanno creato il primo strappo significativo. Nonostante il ritorno di Verona a quota 17, i campioni del mondo hanno innestato la marcia alta. Due errori banali di Vitelli e Darlan hanno regalato il fianco ai Block Devils, che hanno chiuso con l’ennesimo colpo al centro di Crosato.
L’ultimo atto è stato una prova di nervi. Verona, con un Darlan Souza monumentale (top scorer del match con 28 punti), ha accarezzato l’idea del tie-break portandosi sul 14-10. Ma Perugia, con la caparbietà della capolista, è rientrata in scia. Sul 21-21, la tensione ha giocato brutti scherzi alla Rana: un’invasione di Keita e un diagonale impreciso di Darlan hanno consegnato il break decisivo ai rossoneri. Una pipe di Plotnytskyi e l’errore finale al servizio di Keita hanno dato il via alla festa umbra.
Tabellino Tecnico: Finale Supercoppa 2026
| Pos. | Atleta | Squadra | Punti | Note |
| Opposto | Darlan Souza | Verona | 28 | Top Scorer del match |
| Schiacciatore | Oleh Plotnytskyi | Perugia | 17 | MVP per impatto tattico |
| Opposto | Wassim Ben Tara | Perugia | 16 | Decisivo nei set point |
| Schiacciatore | Noumory Keita | Verona | 15 | Protagonista del primo set |
| Centrale | Federico Crosato | Perugia | 11 | 4 muri vincenti |
Orizzonte Playoff: la sfida continua
Con questo trionfo, Perugia lancia un messaggio spaventoso a tutta la Superlega. La conquista della quarta Supercoppa consecutiva non è solo un record statistico, ma il prologo ideale per i playoff scudetto. Per la Rana Verona resta l’onore delle armi e la consapevolezza di poter competere ai massimi livelli, con la possibilità concreta di ritrovare i Block Devils in un’eventuale finale scudetto per regolare i conti. Trieste oggi incorona Perugia, ma il volley italiano ha trovato due regine capaci di darsi battaglia fino all’ultimo pallone.

