Il cerchio si chiude dove tutto era rimasto in sospeso. Sulle nevi piemontesi del Sestriere, la pista “Kandahar G.A. Agnelli” ha restituito a Giovanni Borsotti quanto la sorte gli aveva sottratto nel momento più critico della stagione. A 35 anni, il veterano di Bardonecchia ha firmato un’impresa che profuma di rivalsa e resilienza, conquistando il titolo di Campione Italiano Assoluto di slalom gigante 2026.
Se ventiquattr’ore prima la scena era stata dominata dalla freschezza della diciassettenne Anna Trocker, oggi il cronometro ha premiato l’esperienza e la classe cristallina di un atleta che non ha mai smesso di lottare contro i limiti del proprio fisico.
Una corona attesa quindici anni
Per Borsotti non si tratta solo di una medaglia d’oro, ma della fine di un digiuno tricolore durato tre lustri. L’unico titolo nazionale in bacheca risaliva infatti al lontano 2011, quando si impose nel SuperG di La Thuile. Da allora, tra i pali larghi del gigante, il piemontese aveva spesso sfiorato il colpaccio senza mai riuscire a concretizzarlo.
La vittoria odierna arriva al termine di un inverno vissuto sulle montagne russe emotive: il serio infortunio di metà dicembre aveva mandato in frantumi il sogno di una convocazione per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Nonostante il rientro lampo a fine gennaio, suggellato da uno splendido nono posto nel tempio di Schladming, le porte dei Giochi erano ormai rimaste chiuse. Questo titolo italiano, dunque, non è solo un trofeo, ma la dimostrazione di forza di un atleta che si sente ancora pienamente parte dell’élite mondiale.
La cronaca: autorità nella prima, solidità nella seconda
Borsotti ha costruito il suo successo con una prima manche magistrale, interpretando al meglio le pendenze della pista Agnelli e scavando un solco che si è rivelato decisivo. Nella seconda frazione, il piemontese ha saputo gestire la pressione e il ritorno degli specialisti, chiudendo con il tempo complessivo necessario a respingere l’assalto di un agguerrito Alex Vinatzer, medaglia d’argento a 26 centesimi dalla vetta.
Il podio è completato da Hannes Zingerle, bronzo a mezzo secondo esatto. Per l’altoatesino si è trattato di un momento di profonda commozione, avendo annunciato ufficialmente il ritiro dalle competizioni agonistiche proprio al termine della rassegna tricolore.
Le gerarchie del gigante Azzurro
Alle spalle dei medagliati, la gara ha offerto spunti interessanti per il futuro del settore maschile. Filippo Della Vite è rimasto ai piedi del podio per soli cinque centesimi, seguito da un solido Tobias Kastlunger in quinta posizione.
Note liete arrivano anche da Giovanni Franzoni, decimo a 1.63 da Borsotti: un piazzamento che conferma il percorso di crescita costante del giovane talento bresciano, intenzionato a tornare protagonista assoluto nel gigante mondiale a partire dal prossimo inverno. L’unica assenza di rilievo tra i big è stata quella di Luca De Aliprandini, lasciando a Borsotti l’onore e l’onere di domare l’intera concorrenza nazionale.
Campionati Italiani Assoluti 2026: Classifica Slalom Gigante Maschile
| Pos. | Atleta | Distacco | Note |
| 1 | Giovanni Borsotti | — | Campione Italiano |
| 2 | Alex Vinatzer | +0.26 | Medaglia d’Argento |
| 3 | Hannes Zingerle | +0.50 | Ultima gara in carriera |
| 4 | Filippo Della Vite | +0.55 | |
| 5 | Tobias Kastlunger | +0.94 | |
| 10 | Giovanni Franzoni | +1.63 | In ripresa dopo l’infortunio |
L’analisi: Il successo di Borsotti è il manifesto della longevità nello sport moderno. In un gigante che ha visto cadere o faticare molti dei protagonisti della stagione di Coppa del Mondo, la “vecchia guardia” ha ribadito che la tecnica e la conoscenza del terreno possono ancora fare la differenza contro l’esuberanza giovanile. Per Borsotti, il 2026 si chiude con un oro che lenisce, almeno in parte, l’amarezza olimpica.

