Dall’altra parte del mondo, l’Italia si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia sportiva. La Nazionale italiana di canoa slalom ha completato il suo lungo viaggio verso l’Australia, dove dal 29 settembre al 4 ottobre si disputeranno i Campionati Mondiali. Al Penrith Whitewater Stadium di Sydney, le acque artificiali che un tempo ospitarono le Olimpiadi del 2000, gli azzurri cercheranno di superare se stessi, puntando a migliorare il bottino di due medaglie di bronzo conquistate lo scorso anno a Londra. Per ogni atleta, questo è l’appuntamento per cui si lavora un anno intero, un momento di verità che arriva dopo mesi di sacrifici e preparazione.
Un viaggio lontano e un sogno vicino
L’Italia ha scelto di volare in anticipo verso il continente oceanico. Non è stata una mossa casuale, ma una scelta strategica per permettere agli atleti di assorbire il fuso orario e completare l’acclimatamento nel miglior modo possibile. Il direttore tecnico Daniele Molmenti ha voluto che la squadra arrivasse con il giusto anticipo per familiarizzare con il campo di gara, un canale artificiale noto per le sue insidie e le sue correnti imprevedibili. L’obiettivo è presentarsi sulla linea di partenza con la mente sgombra e il fisico al top, pronti ad affrontare le rapide e le porte di un percorso che non ammette distrazioni. Saranno giorni cruciali, fatti di sessioni di allenamento mirate e di ultimi ritocchi per perfezionare ogni singola manovra.
I Gladiatori Azzurri in acqua: tra ritorni e conferme
La spedizione azzurra è composta da nove atleti, un mix di campioni affermati e talenti emergenti. Nel kayak maschile (K1), i riflettori sono puntati su Giovanni De Gennaro, che ha raggiunto la squadra solo lunedì dopo aver vissuto la gioia della nascita della sua primogenita, un evento che gli darà una carica emotiva in più. Al suo fianco, a completare il team K1 maschile, ci sono Xabier Ferrazzi e Marcello Beda. La sola rappresentante azzurra nel K1 femminile sarà Chiara Sabattini, un’atleta che dimostra grande polivalenza gareggiando anche nel kayak cross, una disciplina che vedrà al via anche De Gennaro e Ferrazzi.
Per quanto riguarda la canadese maschile (C1), la squadra si affida alla potenza di Paolo Ceccon, all’esperienza di Martino Barzon e alla grinta di Flavio Micozzi. Il team femminile (C1) schiera invece due atlete di punta, Marta Bertoncelli ed Elena Borghi, entrambe pronte a dare il massimo per portare a casa un risultato storico.
Il primo step è stato compiuto, ora la parola passa all’acqua e alle pagaie. A Sydney, l’Italia è pronta a gettare il cuore oltre l’ostacolo e a lottare per ogni medaglia, con la speranza di far risuonare l’inno di Mameli dall’altra parte del mondo.

