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Nella prima tappa della Coppa del Mondo 2026, il fuoriclasse cinese domina la carabina 10 metri maschile. Un finale al cardiopalma condanna il serbo Rakonjac all’argento. Per gli azzurri una giornata amara: nessuno centra la finale, Bonazzi è il primo degli esclusi.

Il poligono spagnolo di Granada continua a parlare mandarino. Nella terza giornata della tappa inaugurale della Coppa del Mondo di tiro a segno 2026, la carabina 10 metri maschile ha celebrato l’ennesimo trionfo di una scuola, quella cinese, che sembra non avere rivali per precisione e tenuta nervosa. A prendersi la scena e la medaglia d’oro è stato uno straordinario Sheng Lihao, capace di gestire con freddezza olimpica un duello che si è risolto solo all’ultimo respiro.

La finale: Sheng Lihao e il brivido dell’ultimo colpo

La finale è stata un saggio di tecnica balistica ad altissimo livello. Sheng Lihao ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per respingere l’assalto di un agguerrito Aleksa Rakonjac. Il serbo ha accarezzato il sogno del colpaccio fino alla ventiquattresima e ultima serie di tiri, arrendendosi solo per nove decimi di punto: lo score finale di 253.9 contro il 253.0 premia la costanza del cinese, apparso quasi robotico nella fase centrale della gara.

Dietro ai due battistrada, lo svedese Victor Lindgren si è assicurato un solido gradino più basso del podio (230.9), riuscendo a contenere il ritorno dell’altro cinese Ma Sihan, rimasto fuori dalla zona medaglie per un soffio. La geografia della finale è stata completata dall’India, dagli Stati Uniti e dall’Austria, con l’atteso norvegese Jon-Hermann Hegg che è stato invece il primo a salutare la compagnia, vittima di un avvio di finale troppo contratto.

Azzurri fuori giri: la delusione delle qualificazioni

Se il vertice della classifica ha regalato spettacolo e punteggi da record, le notizie provenienti dal fronte italiano sono decisamente meno confortanti. La spedizione azzurra, arrivata in Andalusia con ambizioni di finale, si è scontrata con una giornata di scarsa vena proprio nel momento clou delle qualificazioni.

Il migliore della truppa è stato Edoardo Bonazzi, che ha chiuso la sua prova in ventesima posizione con il punteggio di 629.5. Nonostante una serie centrale di alto livello, Bonazzi è rimasto distante dalla soglia psicologica e tecnica degli otto finalisti. Ancora più opaca la prova di Danilo Dennis Sollazzo: l’azzurro, spesso abituato ai piani alti della classifica, non è mai riuscito a trovare il feeling giusto con il bersaglio, terminando trentesimo a quota 628.7. Molto più staccato Simon Weithaler, che ha navigato nelle retrovie della graduatoria chiudendo al 73° posto con 622.0.


CLASSIFICA FINALE CARABINA 10M MASCHILE – GRANADA

Pos.AtletaNazionePunteggio Finale
1Sheng LihaoCina253.9
2Aleksa RakonjacSerbia253.0
3Victor LindgrenSvezia230.9
4Ma SihanCina208.8
5Gajanan KhandagaleIndia187.5

IL BILANCIO DEGLI ITALIANI (QUALIFICAZIONI)

  • 20° Edoardo Bonazzi: 629.5
  • 30° Danilo Dennis Sollazzo: 628.7
  • 73° Simon Weithaler: 622.0

Il punto tecnico: La carabina 10 metri si conferma una disciplina dove il margine d’errore è praticamente azzerato. Per accedere alla finale a otto, oggi era necessario un punteggio ben superiore al 630, una barriera che gli azzurri non sono riusciti a valicare. Il dato preoccupante per l’Italia è la difficoltà di piazzare il “guizzo” nelle serie decisive, mentre la Cina dimostra di avere una profondità di organico impressionante, portando due atleti nei primi quattro posti. Granada servirà da lezione per i prossimi appuntamenti stagionali.