LAS PALMAS (SPAGNA) – La prima volta non si scorda mai, specialmente se somiglia a una marcia trionfale. La Megabox Ondulati Del Savio Vallefoglia continua a scrivere pagine di storia nel suo personalissimo “diario europeo”, espugnando il campo dell’Emalsa Gran Canaria con un perentorio 3-0 (25-21; 25-20; 25-17).
Nella sfida d’andata dei quarti di finale di Challenge Cup, le marchigiane non hanno solo vinto; hanno imposto la propria legge con la freddezza di una veterana, nonostante siano al debutto assoluto sul palcoscenico internazionale. Un successo che ipoteca pesantemente il passaggio del turno: martedì prossimo, tra le mura amiche, basterà strappare due set per staccare il pass per la semifinale.
Uragano Bici: una prestazione monumentale
Se Vallefoglia è tornata dalla Spagna con il massimo bottino nel minor tempo possibile (appena 86 minuti di gioco), gran parte del merito va a una Erblira Bici in stato di grazia. L’opposta albanese ha letteralmente dominato la scena, mettendo a referto 23 punti e trasformandosi in un incubo per l’attacco spagnolo grazie a ben 5 muri vincenti.
Bici è stata il braccio armato di una regia, quella di Valentina Bartolucci, capace di variare i ritmi e sollecitare i punti deboli di Gran Canaria nei momenti cruciali di ogni set. Quando il pallone scottava, la bomber delle Tigri ha sempre trovato la soluzione, spegnendo sul nascere ogni velleità di rimonta delle padrone di casa.
Solidità azzurra: l’equilibrio di Omoruyi e Giovannini
Oltre ai colpi pesanti di Bici, a impressionare è stata la tenuta globale della squadra di coach Pistola. Le schiacciatrici italiane hanno garantito quell’equilibrio tattico fondamentale nelle trasferte europee. Gaia Giovannini è stata una garanzia in seconda linea (65% di ricezione positiva) senza rinunciare all’efficacia in attacco (41%), mentre Loveth Omoruyi ha confermato il suo status di giocatrice totale, chiudendo con 8 punti e una presenza costante in ogni fase del gioco.
Al centro, la coppia Butigan-Candi ha sigillato la rete, supportata dalle difese di un libero di categoria superiore come Chiara De Bortoli. Il risultato è stato un match a senso unico, dove Gran Canaria non è mai riuscita a trovare le contromisure alla fisicità della sesta forza del campionato italiano.
Rotta verso le semifinali: l’incrocio ungherese-sloveno
Il ritorno in terra marchigiana appare ora come una formalità da gestire con intelligenza. Vallefoglia ha il destino nelle proprie mani e, guardando già oltre l’orizzonte, può iniziare a studiare le prossime avversarie.
Con ogni probabilità, sulla strada verso la finale ci saranno le ungheresi del KHG Kaposvari NRC, che hanno ipotecato l’altra sfida del tabellone battendo con un netto 3-0 le slovene del Nova Gorica. Ma per le Tigri, con questa determinazione, nessun traguardo sembra precluso. L’Europa ha imparato a conoscere il nome di Vallefoglia.

