L’ombra del “Re d’Africa” si allunga prepotentemente sulle strade dell’Andalusia. La 39esima edizione della Clasica de Almeria ha incoronato Biniam Girmay, autore di una prova di forza che va ben oltre il semplice spunto veloce. Sul traguardo di Roquetas de Mar, l’eritreo ha griffato il successo numero diciotto di una carriera sempre più luminosa, trasformando una corsa nervosa e frammentata in un manifesto della propria maturità tattica.
Mentre il gruppo si sfaldava sotto i colpi delle cadute e della tensione, l’uomo di punta del Team NSN è rimasto al centro del suo “treno” come un chirurgo, pronto a operare nel momento di massima pressione.
La fuga della speranza: l’Andalusia in fiamme
Il nastro della corsa si è dipanato per 189,7 chilometri, partendo da Puebla de Vicar sotto un sole che ha scaldato gli animi sin dai primi metri. Cinque uomini hanno tentato la sorte, sfidando il vento e le pendenze dell’Alto de Celin e dell’Alto de Berja: Carrascosa, Okamika, Deman, Ibañez e Dina. Una fuga “di sistema”, necessaria a dare ossigeno alle squadre minori, ma destinata a infrangersi contro il muro della pianura finale.
Il gruppo dei big ha lasciato fare, gestendo il distacco con il piglio dei veterani, per poi cambiare registro sulla Cuesta de Almerimar. Lì, la musica è cambiata: la melodia costante del fondo è diventata il ritmo sincopato di un inseguimento feroce.
Il caos di Roquetas de Mar: nervi e asfalto
Il rientro sui fuggitivi, avvenuto poco dopo il primo passaggio sulla linea del traguardo, ha dato il via a una fase di corsa caotica. La Clasica de Almeria, storicamente territorio per ruote veloci, ha mostrato il suo volto più crudele: la lotta per le prime posizioni ha generato un clima di tensione elettrica, sfociata in diverse cadute che hanno spezzato il ritmo e i sogni di gloria di molti pretendenti.
In questo scenario apocalittico, il Team NSN ha dato prova di una coesione impeccabile. Mentre intorno regnava il disordine, le maglie della squadra di Girmay hanno formato un cordone di sicurezza invalicabile, proteggendo l’eritreo dalle insidie dell’asfalto e pilotandolo verso gli ultimi cinquecento metri con una precisione millimetrica.
Il sigillo di Biniam: una volata regale
Lo sprint finale non ha avuto storia. Girmay è sbucato dalla scia dei compagni con una progressione devastante, una scarica di potenza che ha tolto ogni speranza di rimonta ai diretti avversari. Milan Fretin (Cofidis) ha provato a resistere, ma si è dovuto accontentare della piazza d’onore davanti a un Matteo Moschetti (Q36.5 Pro Cycling Team) in grande spolvero, unico azzurro capace di inserirsi nel cuore della battaglia.
La vittoria di Girmay ad Almeria lancia un segnale chiaro a tutto il circuito internazionale: la sua condizione è già ai vertici. L’eritreo non è solo un finalizzatore, ma il fulcro di un sistema squadra che oggi ha rasentato la perfezione. Roquetas de Mar festeggia così un campione che ha saputo domare i nervi di una corsa elettrica, mettendo la firma su una delle classiche più prestigiose del calendario spagnolo.

