Il nuovo corso azzurro mostra evidenti lacune nella tappa italiana di Coppa del Mondo. Un tredicesimo posto che preoccupa lo staff tecnico in vista della rassegna iridata di Francoforte
La pedana casalinga si trasforma in un terreno scivoloso per la squadra nazionale di ginnastica ritmica. In occasione dell’atto conclusivo del concorso generale riservato ai gruppi, andato in scena sul parquet dell’Unipol Forum di Milano, l’Italia ha vissuto una giornata sportivamente drammatica. Le azzurre, che occupavano la sesta piazza provvisoria dopo la discreta prestazione inaugurale con le cinque palle (26.850), sono letteralmente naufragate nella seconda parte del programma. La routine combinata con tre cerchi e quattro clavette è stata costellata da una serie vistosa di imprecisioni, che hanno fatto scivolare il sestetto nostrano lontano dalle posizioni di vertice dell’all-around, la sola gara inserita nel programma dei giochi olimpici.
I dettagli del crollo tecnico e le incognite sul futuro a Cinque Cerchi
La giuria ha punito severamente la fallosa esecuzione delle ginnaste italiane. Il collettivo composto da Serena Ottaviani, Chiara Badii, Sofia Sicignano, Bianca Vignozzi, Sasha Mukhina e Gaia Pozzi ha racimolato un deludente 22.500, un punteggio figlio di un valore di partenza attestatosi a 11.2 e gravato da ben sei decimi di penalizzazione. Con un bilancio complessivo di 49.350 punti, le padrone di casa hanno terminato la loro fatica in un anonimo tredicesimo posto.
A sole quattro settimane dai campionati mondiali, previsti a metà agosto a Francoforte, questo passaggio a vuoto rappresenta un preoccupante campanello d’allarme. La compagine azzurra appare distante dalle vette toccate nelle passate stagioni; il delicato processo di rifondazione della squadra sta incontrando ostacoli imprevisti, rendendo la strada verso le olimpiadi di Los Angeles 2028 decisamente in salita. Dopo quattro tappe del circuito maggiore prive di acuti e un campionato europeo disputato nell’ombra, il gruppo è chiamato a raddoppiare gli sforzi per ritrovare quella competitività necessaria a dare l’assalto ai primi pass olimpici messi in palio proprio in Germania.
Il trionfo delle nazionali straniere e l’ultima chance di riscatto
Mentre il gruppo di casa analizza i motivi del passo falso, il resto del mondo viaggia a velocità siderali. La medaglia d’oro è stata conquistata da uno straordinario Brasile, capace di salire sul gradino più alto del podio con lo score complessivo di 56.050. Le sudamericane hanno beffato per pochissimi centesimi la Cina, seconda a quota 55.850, e la Spagna, che ha artigliato la medaglia di bronzo con lo stesso punteggio delle asiatiche. Fuori dalla zona medaglie si sono attestate altre superpotenze come Israele, Giappone e Ucraina, mentre hanno deluso le storiche scuole di Bielorussia e Bulgaria, rispettivamente ottava e nona.
Il sipario sulla manifestazione milanese calerà nella giornata di domani, domenica 12 luglio, con la disputa delle finali dedicate ai singoli attrezzi. L’Italia disporrà di un’unica, immediata opportunità per ripulire l’immagine di questo weekend: la selezione di coach Stefano Gregoris scenderà in pedana esclusivamente nella finale delle cinque palle, il solo esercizio che ha garantito l’accesso all’atto conclusivo davanti al pubblico amico.

