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ALMATY (Kazakistan) – Se Tangeri è stata la vetrina dei primi sorrisi stagionali, Almaty si annuncia come il vero laboratorio a cielo aperto per il tiro a volo internazionale. Dal 2 all’11 maggio, le pedane kazake ospiteranno la seconda tappa della Coppa del Mondo 2026, un appuntamento che profuma già di futuro. Non è solo una questione di medaglie di tappa: nel mirino dei tiratori c’è il Mondiale d’autunno, ma soprattutto l’alba del percorso di qualificazione per le Olimpiadi di Los Angeles 2028.

L’Italia, nazione guida del ranking globale, sbarca in Asia Centrale con una flotta di sedici atleti. Una scelta che riflette la strategia federale: mescolare il “metallo pesante” dei veterani plurimedagliati con l’energia cinetica delle nuove leve, pronte a scardinare le gerarchie interne.

Trap: Il mito Pellielo guida la pattuglia

Nel Trap (fossa olimpica), la notizia è sempre la stessa: l’intramontabile presenza di Giovanni “Johnny” Pellielo. La leggenda azzurra continua a sfidare il tempo e gli avversari, fungendo da faro per un gruppo che schiera eccellenze assolute come Silvana Stanco, Mauro De Filippis e Massimo Fabbrizi.

Tuttavia, ad Almaty l’attenzione sarà rivolta anche alla tenuta di atleti come Riccardo Mirabile e Sofia Littamè. La sfida per loro è duplice: confermare la precisione chirurgica richiesta dalle pedane kazake — storicamente insidiose per la variabilità del vento — e dimostrare di poter reggere la pressione mentale di un evento che mette in palio i primi punti pesanti in ottica ranking olimpico. La competizione interna è, come sempre, il motore che spinge l’Italia sul podio.

Skeet: Bacosi e il nuovo corso delle “lady di ferro”

Nello Skeet, la stella polare rimane Diana Bacosi. La sua capacità di lettura dei piattelli è un patrimonio nazionale, ma ad Almaty la vedremo affiancata da un mix generazionale estremamente interessante. Se Martina Bartolomei rappresenta ormai una certezza del circuito, l’inserimento di nomi come Sara Bongini e Dalia Buselli indica chiaramente che lo sguardo dello staff tecnico è già proiettato oltre l’orizzonte europeo.

In campo maschile, la delegazione punta sulla freschezza di Matteo Bragalli e Gioele Carletti, chiamati a confrontarsi con una scuola internazionale, quella asiatica e mediorientale, che proprio nelle tappe orientali di Coppa del Mondo tende a esaltarsi.

Road to 2028: La posta in gioco

Perché Almaty è così importante? La risposta risiede nel calendario. I Mondiali del prossimo autunno assegneranno i primi pass per Los Angeles 2028. Arrivare a quell’appuntamento con una squadra già collaudata e con gli atleti di punta in piena fiducia psicologica è vitale. La Coppa del Mondo in Kazakistan serve a testare i materiali, a regolare i mirini e, soprattutto, a lanciare un segnale di forza alla concorrenza: l’Italia non ha intenzione di cedere lo scettro di “regina del piattello”.

La Spedizione Azzurra ad Almaty: Il Gruppo dei 16

SpecialitàAtlete (Donne)Atleti (Uomini)
TrapF. Caporuscio, S. Stanco, S. Littamè, G. RagazziniM. De Filippis, M. Fabbrizi, R. Mirabile, G. Pellielo
SkeetD. Bacosi, M. Bartolomei, S. Bongini, D. BuselliS. Bellini, F. Bernardini, M. Bragalli, G. Carletti

Il Calendario del Meeting

Le gare entreranno nel vivo a partire dal 2 maggio con le sessioni di allenamento ufficiale, seguite dalle eliminatorie. Le finali di specialità, che assegneranno le preziose sfere di cristallo di tappa, si susseguiranno fino all’11 maggio, chiudendo una dieci giorni di fuoco che dirà molto sulle reali ambizioni dell’Italia per il resto della stagione iridata.