La trasferta in Azerbaijan si chiude con un bagliore di luce per la ginnastica ritmica italiana. Dopo un avvio di weekend opaco, segnato da un sesto posto nel concorso generale che aveva lasciato qualche ombra, Sofia Raffaeli ha ritrovato il suo smalto nelle finali di specialità della tappa di Coppa del Mondo di Baku. La “Formica Atomica” ha saputo resettare le tensioni dell’all-around, mettendo in bacheca due pesanti medaglie d’argento che confermano la sua appartenenza all’élite mondiale dei piccoli attrezzi.
Palla e Nastro: il duello tra stelle
Sulla pedana azera, il tema della giornata è stato l’ennesimo confronto ravvicinato tra le due grandi protagoniste del ciclo olimpico. Raffaeli ha sfiorato l’impresa sia alla palla (28.800) che al nastro (28.500), fermandosi a un soffio dalla vetta. In entrambi i casi, a sbarrarle la strada verso l’oro è stata la solita, implacabile Darja Varfolomeev.
La fuoriclasse tedesca, già campionessa olimpica e iridata, ha dimostrato una tenuta mentale d’acciaio, precedendo l’azzurra di pochissimi decimi (28.900 alla palla e 28.800 al nastro). Per Raffaeli resta la soddisfazione di aver reagito con carattere, dimostrando che il podio è la sua dimensione naturale nonostante una concorrenza sempre più agguerrita, come dimostrato anche dal successo dell’ucraina Onofriichuk al cerchio e dal quarto posto della stessa Sofia nello stesso attrezzo.
Farfalle in cerca di bussola: Baku è un test amaro
Note meno liete arrivano invece dalla prova di squadra. Le Farfalle, di stanza a Chieti in questa stagione, sembrano ancora lontane dalla brillantezza necessaria per lottare per il vertice. Dopo un deludente settimo posto nell’all-around, le finali di specialità non hanno raddrizzato il bilancio: sesta piazza con le cinque palle (24.500) e settima posizione nel misto (23.850).
In un contesto internazionale dove Israele (oro alle palle) e la Spagna (vincitrice nel misto) stanno alzando l’asticella delle difficoltà, il gruppo azzurro appare in una fase di transizione e ricostruzione. Il distacco dalle zone medaglia (occupate anche da Russia, Brasile e Bulgaria) indica che c’è ancora molto lavoro da fare, soprattutto sul fronte dell’esecuzione e della pulizia degli scambi, per tornare a recitare il ruolo di capofila mondiale.
I numeri delle finali e le gerarchie internazionali
Oltre al dominio di Varfolomeev, capace di completare la tripletta con l’oro alle clavette (29.900), Baku ha offerto spunti interessanti anche dalle seconde linee. La russa Ilteriakova ha strappato l’argento alle clavette, superando la giovane azzurra Tara Dragas, che ha comunque chiuso con un onorevole quinto posto (27.100).
L’Italia rientra da questa penultima tappa di Coppa del Mondo con la consapevolezza che il talento individuale di Sofia Raffaeli rimane una garanzia assoluta, ma con la necessità impellente di ritrovare la compattezza e la magia dei tempi d’oro nel lavoro di squadra, in vista degli appuntamenti decisivi della stagione.
RISULTATI SOFIA RAFFAELI – FINALI BAKU 2026
| Attrezzo | Posizione | Punteggio | Vincitrice |
| Palla | 2ª (Argento) | 28.800 | D. Varfolomeev (28.900) |
| Nastro | 2ª (Argento) | 28.500 | D. Varfolomeev (28.800) |
| Cerchio | 4ª | 28.250 | T. Onofriichuk (28.650) |
CLASSIFICA GRUPPI (FINALI DI SPECIALITÀ)
- Misto: 1ª Spagna (27.950), 2ª Russia (26.750)… 7ª Italia (23.850)
- 5 Palle: 1ª Israele (26.650), 2ª Brasile (26.350)… 6ª Italia (24.500)

