GINEVRA (Svizzera) – Il ghiaccio di Ginevra parla australiano. Con una prestazione che rasenta la perfezione, la coppia oceanica composta da Tahli Gill e Dean Hewitt si è laureata campione del mondo di curling doppio misto 2026. Un successo che non è solo una vittoria sportiva, ma il coronamento di un percorso netto che ha visto gli australiani dominare la scena internazionale dall’inizio alla fine della manifestazione. Nella finalissima iridata, la Svezia si è dovuta inchinare allo strapotere dei nuovi campioni, capaci di imporsi con un netto 8-4.
Una marcia trionfale: dal girone alla gloria
Il cammino dell’Australia verso l’oro è stato un esempio di costanza e solidità tattica. Dopo aver chiuso la fase a gironi in vetta con un ruolino di marcia impressionante — otto vittorie su nove incontri — Gill e Hewitt hanno affrontato le fasi a eliminazione diretta con la consapevolezza della propria forza.
Il momento più critico del loro torneo è arrivato in semifinale contro l’Italia. In una sfida tesa e vibrante, risolta solo all’extra-end, gli australiani hanno mostrato la freddezza necessaria per superare gli azzurri e guadagnarsi l’accesso all’atto conclusivo. Per Gill e Hewitt si tratta di una rivincita personale di enorme valore: dopo il bronzo mondiale dello scorso anno e la dolorosa assenza ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, il titolo mondiale rappresenta il punto più alto della loro carriera.
La cronaca della finale: la zampata nel Power-Play
L’ultimo atto contro la Svezia, rappresentata da Therese Westman e Robin Ahlberg, è iniziato sotto il segno dell’equilibrio. I primi due end sono scivolati via con un punto per parte, in una fase di studio dove nessuna delle due compagini voleva rischiare l’errore gratuito. La prima vera spallata al match è arrivata nella terza frazione, quando l’Australia ha messo a referto tre punti pesantissimi. Gli scandinavi hanno provato a restare in scia nel quarto parziale, accorciando le distanze e andando al riposo sul punteggio di 4-3.
Al rientro sul ghiaccio, la tensione è rimasta alta con un ulteriore scambio di colpi da un punto. Tuttavia, la strategia australiana ha pagato i dividendi migliori nel settimo end: sfruttando magistralmente il regime di power-play, Gill e Hewitt hanno piazzato un altro parziale di 3-0, mettendo di fatto la parola fine all’incontro e rendendo vana l’opposizione svedese nell’ultima mano.
Podio e delusioni: Italia quarta
Mentre l’Australia festeggiava il suo primo storico oro mondiale, il Canada si è assicurato la medaglia di bronzo. Nella finale per il terzo posto disputata in mattinata, i nordamericani hanno dominato la coppia italiana formata da Amos Mosaner e Stefania Constantini, lasciando agli azzurri l’amaro sapore della medaglia di legno dopo il brivido della semifinale persa all’ultimo respiro.
Il successo australiano a Ginevra segna un cambio di guardia rispetto ai recenti Giochi Olimpici, dove a trionfare erano stati i fratelli Wranaa, assenti in questa rassegna svizzera. Per il curling australiano, questo oro è la prova definitiva di una crescita tecnica ormai consolidata ai vertici del ranking mondiale.

