Fonte: Instagram: federazione_sport_ghiaccio https://www.instagram.com/p/DUxqYO6COQr/

Il curling è uno sport di precisione millimetrica, di silenzi densi e di strategie che si dipanano come su una scacchiera di ghiaccio. Ma oggi, allo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, i diecimila anni di storia della strategia cinese hanno avuto la meglio sulla baldanza di un’Italia che, forse, ha peccato di presunzione. In quella che doveva essere la partita del definitivo rilancio verso le semifinali di Milano-Cortina 2026, la Nazionale maschile ha vissuto un incubo a occhi aperti, venendo travolta da una Cina perfetta e cinica con un punteggio che non ammette repliche: 11-4 in soli sette end.

Non è stata solo una sconfitta; è stato un naufragio tecnico e psicologico che rimescola violentemente le carte in tavola per il proseguo del cammino olimpico azzurro.

L’impatto con il muro cinese: tre mani rubate che sanno di condanna

L’avvio dell’incontro è stato un monologo asiatico capace di gelare il calore del pubblico di casa. L’Italia, reduce dall’esaltante vittoria contro la Cechia, è scesa sul ghiaccio con un atteggiamento forse troppo spavaldo, sottovalutando un avversario che, pur essendo il fanalino di coda con zero vittorie, non aveva nulla da perdere.

La Cina, guidata da uno Xiaoming Xu in stato di grazia, ha scelto la via dell’aggressione totale. Invece di giocare una partita difensiva, gli asiatici hanno costantemente intasato la house, mettendo pressione su ogni singolo tiro di Joel Retornaz. Il risultato è stato catastrofico per i colori azzurri: tre mani rubate consecutivamente. Un punto nel primo end, due nel secondo e un altro nel terzo hanno scavato un solco di 4-0 che ha immediatamente tolto ossigeno e lucidità ai nostri atleti.

Il blackout prima dell’intervallo: il “big end” che chiude i conti

Sul punteggio di 4-0, l’Italia ha provato a scuotersi. Sfruttando finalmente il vantaggio dell’ultimo tiro (l’hammer), gli azzurri sono riusciti a mettere a segno due marcature nel quarto parziale, accorciando le distanze sul 4-2. Sembrava l’inizio della rimonta, il momento in cui l’esperienza di Retornaz e la solidità del quartetto avrebbero dovuto prendere il sopravvento.

Invece, il quinto end si è trasformato nel requiem dell’incontro. Nel tentativo di forzare una giocata difensiva per limitare i danni, l’Italia ha commesso un errore di valutazione fatale nel posizionamento delle guardie. Xiaoming Xu, con la freddezza di un cecchino, ha trovato un corridoio invisibile per un take-out magistrale: quattro punti in un solo colpo. L’8-2 all’intervallo lungo è stato un montante al mento che ha lasciato l’Italia al tappeto, barcollante e incredula.

La resa anticipata: quando anche il caso rema contro

Al rientro in campo, il copione della missione impossibile è durato lo spazio di un end. L’Italia ha prodotto uno sforzo d’orgoglio nel sesto parziale, portando a casa due punti (4-8) e cercando di costruire nel settimo end le premesse per rubare la mano.

Tuttavia, quando la giornata è segnata, anche la fortuna volge lo sguardo altrove. Nel settimo end, l’Italia era riuscita a costruire una situazione di punteggio favorevole, con diverse pietre a protezione del centro. L’ultimo tiro cinese di Xu è stato tecnicamente “sporco”, non esattamente ciò che lo skip asiatico aveva chiamato. Ma la traiettoria erratica ha generato una carambola assurda che ha ripulito la house dai sassi azzurri, lasciando ben tre pietre cinesi a punto. Sul punteggio di 11-4, con tre end ancora da giocare ma senza più alcuna speranza logica di recupero, l’Italia ha stretto la mano agli avversari, dichiarando la resa anticipata.

La Classifica e il percorso: vietato sbagliare

La sconfitta odierna brucia non solo per il modo in cui è maturata, ma per le conseguenze sulla classifica del Round Robin. Con un bilancio di 3 vittorie e 3 sconfitte, gli azzurri scivolano al sesto posto. La corsa alle semifinali è ancora aperta, ma il margine di errore si è azzerato.

SquadraRecord (V-P)Prossimo Ostacolo
Svezia5 – 1Norvegia
Canada5 – 1Svizzera
Scozia (GB)4 – 2Cina
USA4 – 2ITALIA
ITALIA3 – 3USA

Il calendario della passione: tre finali per un sogno

Per entrare nella Top 4 e giocarsi le medaglie, l’Italia deve ora affrontare tre colossi del curling mondiale. Il calcolo è semplice quanto brutale: servono tre vittorie nelle ultime tre partite per essere certi del passaggio del turno. Con due successi, il destino azzurro dipenderebbe dai risultati degli altri campi (i cosiddetti “incastri favorevoli”).

  1. Domani (ore 19.05) vs USA: Una sfida diretta fondamentale. Gli americani sono avanti in classifica e una vittoria azzurra rimetterebbe tutto in discussione.
  2. Mercoledì (ore 14.05) vs Canada: Il tempio del curling. Contro i maestri della foglia d’acero servirà la partita perfetta, quella che oggi è mancata totalmente.
  3. Giovedì (ore 09.05) vs Svizzera: Il derby alpino che potrebbe decidere l’ultimo posto disponibile per la semifinale.

Il pubblico di Cortina ha il compito di trascinare un gruppo apparso svuotato e teso. Joel Retornaz, Amos Mosaner, Sebastiano Arman e Mattia Giovanella devono ritrovare quella “bolla” di concentrazione che li ha resi grandi negli ultimi anni. La Cina è stata una lezione durissima, un bagno di umiltà che deve servire da carburante. Le Olimpiadi in casa non aspettano nessuno e la gloria passa solo attraverso il ghiaccio che ora brucia sotto i piedi.