Fonte: Instagram: mattarella_presidente_2022 https://www.instagram.com/p/CLyxKNCpP21/

ROMA – Il decreto Economia ha superato l’esame del Senato, ottenendo la fiducia con 97 voti favorevoli e 66 contrari. Un risultato che giunge dopo una giornata intensa in cui il testo è stato depurato di cinque norme ritenute “estranee alle materie del provvedimento” dal Quirinale. La commissione Bilancio di Palazzo Madama ha preso atto dei rilievi del Colle, procedendo allo stralcio degli emendamenti incriminati e aprendo così la strada al voto in Aula.

Le Norme cancellate: un taglio trasversale

Il testo approvato al Senato non include più le cinque disposizioni che avevano sollevato perplessità. Tra queste, la norma di Forza Italia che estendeva le tutele del Testo Unico sulle società partecipate a un gruppo controllato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia. Un’altra cancellazione riguarda due emendamenti di FI e M5S che introducevano specifiche dettagliate sulla vendita di sigarette elettroniche, un tema giudicato non attinente all’ambito economico del decreto.

Anche la Lega ha visto respinta una sua proposta, che concedeva ai consorzi la possibilità di certificare i requisiti per gli appalti tramite le società associate. La mano ferma del Quirinale si è fatta sentire anche sulla misura, promossa da Fratelli d’Italia, che istituiva le aree doganali speciali nel Lazio. Infine, sono stati cestinati gli emendamenti di Pd e Italia Viva che prorogavano un termine relativo al rispetto dei criteri di sostenibilità per i produttori di energia da biomassa.

La Camera nel mirino: ora il passaggio decisivo

Dopo aver incassato il via libera della commissione Bilancio e superato il voto di fiducia in Aula, il provvedimento si prepara per il passaggio alla Camera dei Deputati, dove otterrà il via libera definitivo. Un percorso che dimostra la volontà del governo di procedere speditamente, seppur con un occhio attento alle indicazioni del Quirinale.

Fibrillazioni sul Decreto Sport: il braccio di ferro continua

Parallelamente alla discussione sul decreto Economia, continua a tenere banco il decreto Sport. Il ministro Andrea Abodi sta mantenendo una posizione ferma sulla norma che prevede la partecipazione di Sport e Salute nei comitati organizzativi di eventi sportivi che ricevono contributi pubblici superiori ai 5 milioni di euro. Questa disposizione, che estende a tutti i grandi eventi una regola già prevista per le ATP Finals di Torino, ha incontrato la resistenza del Quirinale, che ne ha chiesto lo stralcio.

Tuttavia, Abodi non ha mostrato l’intenzione di fare marcia indietro. Un braccio di ferro che solleva interrogativi sul futuro della governance sportiva in Italia e sulla gestione dei grandi eventi, con la speranza che si possa trovare una soluzione che accontenti tutte le parti in causa.