La sesta tappa della Diamond League 2026 ha regalato una notte di pura magia atletica sulla pista e sulle pedane della Norvegia. L’edizione di quest’anno dei celeberrimi Bislett Games di Oslo passerà alla storia non solo per le conferme dei grandi calibri mondiali, ma soprattutto per l’ascesa definitiva di una nuova generazione di fenomeni capaci di ribaltare le gerarchie consolidate. Tra i momenti più esaltanti della serata spicca l’incredibile volata degli 800 metri, che ha incoronato un minorenne terribile, mentre i colori italiani hanno brillato grazie all’ottima consistenza agonistica di Andy Diaz nel salto triplo.
Mezzofondo da Urlo: il Ciclone Lutkenhaus e il Poker d’Etiopia
La copertina assoluta del meeting scandinavo appartiene di diritto a Cooper Lutkenhaus, un diciassettenne capace di piegare il campione olimpico Emmanuel Wanyonyi. In un doppio giro di pista elettrizzante, il giovanissimo texano (che festeggerà la maggiore età solo a fine anno) ha stampato un monumentale 1:42.08, limando il proprio record personale e timbrando la migliore prestazione mondiale stagionale. Il trionfo è arrivato al fotofinish, resistendo per un solo centesimo al rabbioso ritorno del fuoriclasse keniota (1:42.09). Molto più staccato il canadese Marco Arop, terzo in 1:43.33.
Le distanze più lunghe hanno regalato altrettante emozioni, a partire dai 3000 metri femminili dove si è registrato il dominio assoluto dell’Etiopia, capace di piazzare quattro atlete nei primi quattro posti. La vittoria è andata a Freweyni Hailu, che ha ritoccato il suo limite mondiale dell’anno fermando i cronometri a un eccezionale 8:24.22 grazie a un cambio di passo devastante nell’ultima tornata.
Punteggi altissimi e fiato sospeso anche nei 5000 metri maschili, trasformati in una gara d’altri tempi con ritmi forsennati dal primo all’ultimo metro. Ad avere la meglio in una volata a ranghi stretti è stato l’etiope Addisu Yihune con la nuova world lead di 12:47.62, davanti a Birhanu Balew (12:47.73, nuovo record asiatico) e a uno strepitoso Andreas Almgren, capace di siglare il primato europeo in 12:48.61. Nel Miglio maschile, invece, la sfida tattica ha spento i sogni di record: la vittoria è andata al keniota Timothy Cheruiyot (3:48.21) al fotofinish su Yared Nuguse, mentre è clamorosamente naufragato l’oro mondiale dei 1500 metri Isaac Nader, solo dodicesimo.
Velocità Pura: le Conferme di Tebogo e Alfred, Bocciato Gout Gout
Nello sprint non sono mancate le indicazioni importanti in vista dei prossimi appuntamenti globali. Letsile Tebogo ha passeggiato sui 200 metri, stampando un ottimo 19.84 senza l’ausilio del vento e dando l’impressione di aver risparmiato molte energie negli ultimi trenta metri. La nota di cronaca più clamorosa della gara è però la solenne bocciatura del baby fenomeno australiano Gout Gout: arrivato a Oslo con i galloni di leader mondiale grazie a un fantascientifico 19.67, il giovanissimo sprinter ha pagato lo scotto del debutto tra i grandi, chiudendo sesto in un anonimo 20.60 dopo una fase di accelerazione molto laboriosa.
Tra le donne, Julien Alfred ha ribadito la sua egemonia sui 100 metri. Sfruttando la totale assenza delle velociste statunitensi, la campionessa olimpica ha corso in 10.76, un tempo sensazionale che tuttavia non potrà essere omologato nelle statistiche a causa di una folata di vento alle spalle ben superiore al limite consentito (+3.1 m/s). Alle sue spalle si sono piazzate la britannica Amy Hunt (10.99) e Zoe Hobbs (11.03).
Nei 400 metri femminili si registra la straordinaria doppietta della beniamina di casa Henriette Jaeger, che dopo il sigillo di Roma si è ripetuta davanti al proprio pubblico stampando un perentorio 49.52, sfiorando il record nazionale norvegese e tenendo a debita distanza la promettente ceca Lurdes Gloria Manuel.
Ostacoli Amari per Warholm: Dos Santos Espugna Oslo
Il momento più caldo per il pubblico dei Bislett Games si è trasformato in una mezza delusione agonistica. Tutta la Norvegia si era radunata per spingere l’idolo locale Karsten Warholm nella supersfida dei 400 ostacoli contro Alison Dos Santos. A festeggiare sul traguardo è stato però il brasiliano, autore di un sontuoso 46.89. Warholm ha compromesso la sua gara impattando violentemente contro una delle prime barriere, un errore tecnico che ne ha spezzato il ritmo e che lo ha costretto a un rettilineo finale in totale apnea, chiuso al secondo posto con il tempo di 47.40.
Tra le donne, la specialità dei 400 ostacoli ha incoronato per la terza volta consecutiva in Diamond League la slovacca Emma Zapletalova, capace di imporsi in 53.13 in una gara condotta con grande maturità espressiva nonostante le condizioni climatiche tutt’altro che perfette per il superamento dei filari.
Pedane e Concorsi: l’Acuto di Jackson e il Secondo Posto di Andy Diaz
I concorsi hanno regalato una delle prestazioni tecniche più rilevanti dell’intero meeting. Nel getto del peso femminile, Chase Jackson ha firmato il primato del meeting e la miglior prestazione mondiale dell’anno con una spallata da 20.74 metri. Un lancio perfetto, arrivato al primo tentativo, che ha spento sul nascere le velleità della rivale storica Jessica Schilder, rimasta molto distante dai suoi standard migliori. Nel giavellotto femminile è bastata una sola spallata alla diciottenne cinese Ziyi Yan (67.11 metri al primo turno) per blindare il successo prima di abbandonare la pedana per un sospetto risentimento muscolare.
In chiave italiana, splende la medaglia d’argento conquistata da Andy Diaz nel salto triplo. L’azzurro ha dimostrato una grandissima costanza di rendimento, eguagliando al primo tentativo il 17.59 che gli era valso l’oro al Golden Gala di Roma. La misura non è stata però sufficiente per arginare il giamaicano Jordan Scott, salito fino a 17.66 metri seppur con un vento favorevole oltre la norma (+2.6 m/s).
Infine, il salto con l’asta maschile, orfano del primatista mondiale Mondo Duplantis, ha vissuto una giornata opaca per i favoriti. Il greco Karalis si è fermato a un modesto sesto posto, lasciando la strada spianata all’australiano Kurtis Marschall, l’unico in grado di valicare la misura di 5.82 metri per bissare il successo ottenuto pochi giorni fa a Stoccolma.

