PASAY CITY, Filippine – Non è stata solo una vittoria, è stata una dimostrazione di forza, cuore e strategia. L’Italia ha compiuto un’autentica impresa, spazzando via la Polonia con un perentorio 3−0 (25−21;25−22;25−23) e conquistando, per la sesta volta nella sua storia, la finale dei Mondiali di Volley Maschile 2025.
Sul cemento di Pasay City, Manila, i ragazzi del CT Fefè De Giorgi hanno surclassato quella che è diventata la loro grande rivale contemporanea, dominando il gioco a tutto campo: attacco chirurgico, servizio incisivo, muro invalicabile e una difesa mai doma. La vittoria è ancora più impressionante se si considera che gli Azzurri hanno dovuto risalire la china in tutti e tre i set, dimostrando una maturità mentale eccezionale.
Domani, domenica 28 settembre, alle ore 12:30 italiane, l’Italia scenderà in campo per difendere il titolo iridato conquistato nel 2022. Di fronte, troverà la grande sorpresa del torneo, la Bulgaria, guidata dall’ex CT azzurro Gianlorenzo “Chicco” Blengini e dal talento dei fratelli Nikolov.
La grande Classica parla Azzurro: reazioni e contro-reazioni
La semifinale contro la Polonia non era solo un match, ma un nuovo capitolo della rivalità più intensa della pallavolo moderna. Dopo la finale Mondiale 2022 vinta dall’Italia e le risposte polacche negli Europei 2023 e nella Nations League 2025, il derby in questa occasione ha sorriso nuovamente al Tricolore.
Ciò che ha impressionato è stata la capacità di reazione. Sotto di quattro punti nel primo set, in ritardo di un break nel secondo e addirittura sotto di cinque lunghezze nel terzo, la squadra di De Giorgi non ha mai perso la testa. Al contrario, ha saputo mettere in difficoltà i biancorossi proprio nei momenti di maggiore pressione, frustrando gli attacchi avversari e capitalizzando ogni errore.
“Li abbiamo tramortiti con un gioco a tutto campo,” è stato il commento unanime post-gara, riassumendo perfettamente la prestazione. Il capitano Simone Giannelli ha diretto l’orchestra con maestria, distribuendo il gioco in modo impeccabile e sfruttando al meglio la vena realizzativa dei suoi attaccanti.
Muro e Attacco: le armi vincenti
L’efficacia offensiva italiana è stata trainata da due elementi in stato di grazia: l’opposto Yuri Romanò, autore di 15 punti, e lo schiacciatore Alessandro Michieletto, che ne ha messi a segno 12. Il braccio pesante di Romanò si è rivelato fondamentale nelle fasi cruciali di ogni parziale.
Non da meno è stata la prestazione al centro. Il centrale Roberto Russo ha contribuito con 6 punti, di cui 3 a muro, riuscendo nell’impresa di murare la stella polacca Wilfredo Leon in momenti chiave. L’ingresso di Mattia Anzani nel terzo set ha dato ulteriore spinta: il centrale ha messo a segno 2 muri decisivi, inclusa una vera prodezza su Leon, che hanno spaccato il parziale.
Fondamentale, poi, l’apporto dalla panchina. Lo schiacciatore Luca Porro è subentrato a Mattia Bottolo nella terza frazione e ha sfoderato attacchi glaciali. Ma il vero jolly è stato Francesco Sani: subentrato per il turno in battuta nei finali del secondo e terzo set, Sani ha piazzato due ace stellari che hanno letteralmente tramortito gli avversari e indirizzato la vittoria.
La caduta dei Big Polacchi
La Polonia ha dovuto inchinarsi non solo al gioco italiano, ma anche alla propria inefficacia in attacco. La stella Wilfredo Leon, pur chiudendo con 14 punti, è stata contenuta dalla difesa e dal muro azzurro, commettendo errori importanti sotto pressione. L’opposto Sasak (9 punti), subentrato all’infortunato Kurek, non ha inciso come avrebbe dovuto, e anche l’altro martello Semeniuk (7) è apparso spuntato.
La cronaca delle tre rimonte storiche
Primo Set: il muro Azzurro rovescia l’inerzia
Il set si apre in equilibrio, ma il muro polacco, con stampate su Bottolo e Romanò, regala un primo allungo ai biancorossi (6−8). La Polonia sale fino al 11−7 grazie anche a qualche errore di troppo di Gargiulo. L’Italia, però, non si disunisce. Un ace di Gargiulo riporta gli azzurri sotto (10−12). È il break di Russo che mura Leon a ristabilire la parità (14−14), un segnale psicologico potentissimo. Romanò, con un mani fuori e un contrattacco, regala il primo sorpasso (15−14). Il braccio caldo dell’opposto spinge l’Italia fino al 20−17. Leon attacca lungo, e al secondo set-point Bottolo chiude in diagonale.
Secondo Set: Sani entra e spacca la gara
La Polonia parte fortissimo con un 4−1 grazie a Leon e al muro. Ancora una volta, la reazione italiana è immediata: pipe di Michieletto e muro di Romanò su Semeniuk per il 4−5. Giannelli, con una magia di seconda e un ace, aggancia il 10−10. Il set si gioca punto a punto fino a quando la combinazione Romanò (ace e diagonale) e Bottolo (mani fuori) regala il 15−13. L’Italia allunga fino al 18−14, ma la Polonia non molla e, con Leon a suonare la carica, agguanta il pareggio a quota 20 e opera il sorpasso (21−22). De Giorgi si gioca la carta Sani al servizio. Bottolo con un mani fuori regala il set-point, e Sani lo concretizza con un superlativo ace che chiude sul 25−22.
Terzo Set: da 5-1 a muro Anzani
La Polonia, spalle al muro, mette tutto: due ace consecutivi di Huber per il 3−1. L’Italia soffre il momento: Romanò accusa una botta alla caviglia (poi nulla di grave), Bottolo esce per Porro, e il parziale si allarga fino al 5−1 e al 9−14. Sotto di cinque punti, l’Italia compie l’impresa: Romanò in parallela, Giannelli mura Sasak e Porro è glaciale (12−14). Russo e Michieletto guidano l’aggancio a quota 18. Il sorpasso arriva con il muro di Anzani su Kochanowski, seguito dal secondo ace magistrale di Sani e da un muro irreale di Anzani su Leon per il 22−19. Nonostante la Polonia annulli due match-point, una bordata finale di Michieletto suggella l’epica rimonta e il trionfo azzurro.
Verso la Finale: Italia vs. Bulgaria di Blengini
L’Italia si prepara a disputare la sua sesta finale Mondiale. Con quattro titoli già in bacheca (1990,1994,1998,2022), gli Azzurri hanno la possibilità di difendere la corona e cucirsi la quinta stella.
Dall’altra parte della rete, ci sarà la sorprendente Bulgaria di Chicco Blengini. L’ex tecnico azzurro si è guadagnato la finale battendo la Cechia e guidando un gruppo giovane e talentuoso, che ha in Aleksandar Nikolov (giocatore di Civitanova) e nel fratello Simeon, i suoi punti di forza. Sarà una finale ricca di incroci emotivi e tecnici, dove l’Italia dovrà confermare lo strapotere mostrato oggi per sollevare nuovamente la Coppa.

