Fonte: Instagram: eurobasket https://www.instagram.com/p/DOUJ-miEQLW/

RIGA, LETTONIA – Il cerchio degli ottavi di finale dell’Eurobasket 2025 si è chiuso con un’ultima, vibrante, battaglia. A Riga, la Grecia di Giannis Antetokounmpo ha staccato l’ultimo biglietto per i quarti, ma lo ha fatto al termine di una partita tesa, al limite del dramma, che ha messo a nudo sia le sue enormi potenzialità che le sue evidenti fragilità. Con un punteggio finale di 84-79, i greci hanno superato una strenua Israele, che ha lottato con il cuore e il coraggio dei leoni, guidata da un ispiratissimo Deni Avdija. Il match non è stato solo uno scontro tra due squadre, ma un duello a distanza tra due talenti generazionali, una dimostrazione che anche un singolo può cambiare il destino di una partita, nel bene e nel male.

Un inizio da monologo, un futuro che bussa

La partita è iniziata nel segno di un solo uomo. Giannis Antetokounmpo non ha perso tempo, trasformando i primi minuti in un monologo personale. Con una facilità che ha dell’assurdo, ha segnato da ogni posizione, schiacciando, appoggiando al vetro, dominando in area e chiudendo il primo quarto con già 11 punti sul tabellino. La sua potenza fisica e la sua precisione hanno spinto la Grecia in avanti, creando un primo divario che sembrava in grado di piegare la resistenza israeliana (28-22). Il piano greco era chiaro: affidarsi al suo “gigante” per distruggere ogni difesa.

Ma Israele non era intenzionata a sventolare bandiera bianca. La risposta è arrivata per mano di un’altra stella, seppur meno luminosa: Deni Avdija. Con l’aiuto di Carrington, il talento israeliano ha tenuto a galla la sua squadra, rispondendo colpo su colpo. A ogni allungo greco, a ogni canestro di Giannis, arrivava una tripla o un’azione corale a ricucire lo strappo. Il secondo quarto ha visto la Grecia allungare fino al +11, ma i colpi di Avdija hanno costretto gli ellenici a tenere alta la guardia. All’intervallo, il tabellone segnava 50-41 per la Grecia, ma la sensazione era che il match fosse tutt’altro che chiuso. Giannis aveva già 30 punti e l’impressione che la Grecia non potesse fare a meno di lui.

Una partita a scacchi: quando la fuga non arriva

Il rientro dagli spogliatoi ha confermato che la partita era destinata a rimanere un “testa a testa”. Israele ha iniziato il terzo quarto con una fiammata dall’arco, con le triple di Sorkin e Carrington che hanno riportato il punteggio sul -4. A ogni canestro greco, corrispondeva una risposta israeliana, come se i giocatori di Israele avessero un’inesauribile riserva di energia e fiducia. L’incontro si è trasformato in una partita a scacchi, dove la Grecia tentava di fuggire e Israele la teneva in scacco con un’efficacia disarmante.

Il nervosismo ha iniziato a farsi sentire, portando a errori da entrambe le parti. Nonostante una schiacciata di Sorkin avesse riportato Israele a un solo possesso di svantaggio, la Grecia è riuscita a trovare un’altra tripla di Samodurov, chiudendo il quarto sul 67-59. Un vantaggio di 8 punti, ma che non dava alcuna sicurezza, una leadership che si poggiava interamente sulle spalle di un solo uomo, Giannis.

Il braccio di ferro finale: e l’uomo mette il punto esclamativo

L’ultimo quarto è stato un vero e proprio braccio di ferro. Per i primi due minuti l’unico canestro è stato di Sloukas, che ha momentaneamente allungato a +10. Poi ancora Giannis, con la sua immensa fisicità, a segnare 4 punti consecutivi che hanno portato la Grecia sul +13. Sembrava il colpo del ko, il momento in cui la partita sarebbe scivolata via, ma Israele ha risposto ancora una volta, guidata da un indomabile Avdija. Il vantaggio greco è crollato inesorabilmente.

Il tabellone segnava -7 a 2 minuti e mezzo dalla fine, e ogni possesso diventava un’agonia per la Grecia. La tripla di Papanikolaou sembrava un colpo decisivo, ma il canestro di Timor ha tenuto viva la speranza israeliana. A 60 secondi dalla sirena, un canestro di Madar ha fissato il punteggio sul -6, e l’arena ha trattenuto il fiato. Ma è in quel momento che un’altra schiacciata di Giannis, un tap-in sulla sirena dei 24 secondi, ha messo il punto esclamativo sulla partita. Il canestro del +8 a 46 secondi dalla fine è stato il colpo di grazia. La Grecia ha perso palla in un momento di pura follia, ma Israele ha fallito l’ultimo tiro, e la schiacciata finale di Papanikolaou ha sigillato la vittoria e la qualificazione.

Una vittoria da amare ma da analizzare

La Grecia ha vinto, ma è stata una vittoria sudata, conquistata con il cuore ma anche con una preoccupante dipendenza da un solo giocatore. I 37 punti di Giannis Antetokounmpo sono un dato impressionante, una dimostrazione di pura e semplice grandezza, ma sono anche un campanello d’allarme. Nel prossimo turno, martedì, la Grecia si troverà di fronte la Lituania, una squadra compatta, collettiva e spietata. Contro una squadra che gioca come un’unica unità, basterà l’incredibile talento di Giannis a portare la squadra in semifinale? La vittoria di oggi è un trionfo, ma il vero esame, il vero passaggio per il futuro, deve ancora arrivare.