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Gli avversari dominano il match fin dalle prime battute. Ora per la selezione tricolore inizia il cammino per il nono posto contro Israele

Si infrangono sul parquet sloveno di Lubiana le speranze di gloria dell’Italia ai campionati europei Under 20. Negli ottavi di finale della rassegna continentale, la selezione giovanile azzurra è stata nettamente superata da una straripante Serbia, capace di imporsi con il punteggio finale di 86-63. Un verdetto mai davvero in discussione, che costringe i nostri portacolori ad abbandonare la corsa al podio e a dirottare le proprie ambizioni sul tabellone secondario, dove proveranno a conquistare il nono posto finale a partire dalla prossima sfida contro Israele.

Partenza in salita e allungo perentorio dei serbi nel primo tempo

L’illusione iniziale, firmata dal canestro in apertura di Theo Airhienbuwa, è durata lo spazio di pochi istanti. La formazione slava ha preso immediatamente in mano il timone del gioco, costruendo un primo margine di vantaggio sul 15-8 a metà della frazione d’apertura. Nonostante un timido tentativo di rientro da parte dei ragazzi guidati in panchina dallo staff tecnico azzurro, la Serbia ha dilagato negli ultimi due minuti del quarto, toccando la doppia cifra di margine e chiudendo la prima frazione con un eloquente 30-17.

Nel secondo periodo la squadra italiana ha provato a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Grazie a una discreta intensità difensiva, gli azzurrini sono riusciti a risalire fino al meno sei a metà del quarto, riaprendo momentaneamente la contesa. La rimonta si è però spenta sul più bello: è bastato che la compagine serba premesse nuovamente il piede sull’acceleratore per ristabilire le distanze, firmando un nuovo e letale parziale che ha mandato le due squadre negli spogliatoi sul punteggio di 50-32.

Il naufragio nella ripresa e i tabellini del match

Il rientro sul parquet non ha modificato l’andamento del confronto. La fisicità e l’organizzazione tattica dei serbi hanno continuato a fare la differenza, permettendo loro di valicare rapidamente la barriera dei venti punti di vantaggio. I tentativi di Hassan e dei suoi compagni di rendere meno amaro il passivo sono stati puntualmente respinti dai canestri degli avversari, che hanno blindato il terzo quarto sul punteggio di 74-43, trasformando l’ultima frazione di gioco in un lungo e accademico garbage time utile soltanto a definire le statistiche finali sul definitivo 86-63.

Tra le fila italiane si salvano le prestazioni di Stefano Trucchetti, miglior marcatore azzurro con 15 punti, e di Theo Airhienbuwa, che ha chiuso la sua prova a quota 11 personali. Sotto canestro è mancato però l’apporto complessivo del collettivo, con Matteo Accorsi e Fallou Sow fermatisi a quota 9 punti ciascuno. Sul fronte opposto, la Serbia ha mandato a referto una prova di squadra superba guidata dal talento di Andrej Lucic, top scorer dell’incontro con 17 punti, ben coadiuvato da Mitar Bosnjakovic (12) e Uros Suput (10).