Fonte: Instagram: olimpiamilano1936 https://www.instagram.com/p/DV1sM26DE6a/

Milano doveva rispondere e lo ha fatto, pur con qualche brivido di troppo. In una notte europea vibrante all’Allianz Cloud, l’EA7 Emporio Armani Milano supera il Maccabi Tel Aviv per 96-87, conquistando un successo vitale che la porta a un solo passo dalla top 10 dell’Eurolega. La squadra di coach Poeta vince di talento e di muscoli, trascinata da un Josh Nebo dominante sotto le plance, riuscendo a mascherare i consueti blackout difensivi con una fiammata offensiva corale che tiene vive le speranze di post-season.

Equilibrio e magia: il duello dei tiri impossibili

L’avvio è un manifesto del basket moderno: Shavon Shields apre le danze dall’arco, ma Milano fatica a trovare le misure in difesa. Gli israeliani ringraziano, non subiscono pressione e scappano sul +4. È Zach LeDay a suonare la carica, seguito dai muscoli di Nebo, ma l’Olimpia alterna momenti di luce purissima a errori banali, come la sanguinosa palla persa dello stesso LeDay che ridà fiducia agli ospiti.

A infiammare il pubblico ci pensa Guduric con due giocate d’autore, ma il primo quarto si chiude con un fotogramma da highlights: Tamir Blatt scaglia una tripla disperata da metà campo che trova solo il cotone, fissando il punteggio sul 25-26 per il Maccabi alla prima sirena.

L’allungo milanese: tra fortuna e solidità

Nel secondo periodo, Milano decide di cambiare marcia. Dopo una fiammata iniziale degli ospiti (+5), Booker e Brooks rimettono le cose a posto, ma è l’episodio di Bolmaro a segnare l’inerzia: Ellis scivola, riesce a servire il compagno da terra e Bolmaro trasforma un tiro scoordinato in un gioco da tre punti (canestro e fallo). È la scintilla che fa esplodere l’Olimpia.

Il Maccabi inizia a sgretolarsi sotto la pressione meneghina, accumulando palle perse (oltre dieci nel solo primo tempo). Nebo schiaccia il +9 e Bolmaro dalla lunetta firma il primo vantaggio in doppia cifra. All’intervallo, il tabellone recita 53-42, con Milano padrona del campo ma con il rimpianto di una tripla da metà campo di Guduric scagliata un decimo di secondo oltre i 24″.

Il ritorno del Maccabi e il “regalo” di Ricci

La ripresa sembra il preludio a un massacro sportivo: Milano vola sul +15, trascinata da uno Shields chirurgico. Tuttavia, i fantasmi dei blackout tornano ad alitare sull’Allianz Cloud. LeDay commette un paio di ingenuità e il Maccabi, sornione, rosicchia punto su punto tornando sotto la doppia cifra di svantaggio.

La difesa di Milano si fa “molle”, l’attacco perde fluidità e il finale di quarto è un thriller: Sorkin segna da tre mentre sotto canestro Ricci commette fallo. Risultato? Un gioco da 5 punti (canestro, libero del tecnico e possesso convertito) che ridà vita agli israeliani, capaci di chiudere il periodo sul 74-67.

Josh Nebo mette il sigillo: finale vietato ai deboli di cuore

L’ultimo quarto è una montagna russa emozionale. Tonut e Brooks provano a rilanciare Milano, ma un fallo antisportivo di Ricci rischia di rovinare tutto, riportando il Maccabi a -6. È qui che sale in cattedra Josh Nebo. L’ex di turno prima corregge un errore di Guduric con un tap-in imperioso, poi segna subendo il fallo per il nuovo +10.

Il Maccabi prova l’ultimo assalto affidandosi ai rimbalzi offensivi (spina nel fianco costante per i biancorossi) e tornando a -4 a cinque minuti dalla fine. Ma ancora Nebo, con una stoppata difensiva e un canestro pesante, spegne l’entusiasmo ospite. Le due triple consecutive di Shields a 2’20” dalla sirena mettono la parola fine alle velleità israeliane, mentre un rimbalzo offensivo provvidenziale di Bolmaro chiude definitivamente ogni discorso.

Tabellino e Protagonisti

GiocatorePuntiNote
Josh Nebo19Top Scorer e dominatore d’area
Shavon Shields17Decisivo con le triple nel finale
Zach LeDay15Fondamentale in avvio
Marko Guduric11Regia e lampi di classe
Walker (MAC)16Ultimo a mollare per gli israeliani

L’Analisi Tecnica: Milano vince perché ha saputo colpire nei momenti di massima difficoltà del Maccabi, ma la gestione dei rimbalzi difensivi resta il grande “cantiere aperto” di coach Poeta. Concedere seconde chance a squadre di questo livello è un rischio che, in ottica Play-in, l’EA7 non potrà più permettersi.