ISTANBUL – Doveva essere la notte della riscossa, si è trasformata in un calvario sportivo che sa di sentenza. Al Turkcell Basketball Development Center, la Virtus Bologna crolla sotto i colpi di un Anadolu Efes che, pur non avendo più nulla da chiedere a una classifica deficitaria, onora l’impegno europeo travolgendo gli uomini di Dusko Ivanovic con un umiliante 91-60. Per le V Nere, questo stop nella ventottesima giornata di Eurolega significa, con ogni probabilità, la fine dei sogni di gloria legati alla postseason.
Approccio timido e primo strappo turco
L’avvio di gara riflette tutta la tensione che grava sulle spalle dei bolognesi. Le polveri sono bagnate su entrambi i lati del campo: servono due minuti interi prima che la Virtus riesca a schiodare il punteggio dallo zero. Inizialmente, Bologna prova a scuotersi affidandosi al tiro pesante, trovando anche un incoraggiante vantaggio di 5 lunghezze. È però un fuoco di paglia. L’Efes, nonostante qualche errore grossolano sotto le plance, non perde la calma e ricuce lo strappo già a metà della prima frazione. Il finale di quarto vede le percentuali alzarsi leggermente, ma è Istanbul a mettere la testa avanti sul 22-19.
Blackout Virtus: Swider e Lee scavano il solco
Il secondo periodo si apre con un barlume di speranza firmato da Matt Morgan, capace di convertire un gioco da quattro punti. Ma è solo un’illusione di equilibrio. La Virtus inizia a soffrire terribilmente la fisicità di Lee e l’atletismo di Jones nel pitturato. Mentre Bologna colleziona palle perse e conclusioni affrettate, l’Efes accelera. A quattro minuti dall’intervallo lungo, i padroni di casa toccano il +5, per poi allungare inesorabilmente. Le squadre rientrano negli spogliatoi sul 43-35, con Cole Swider (già a quota 12 punti) a dettare legge per i turchi e Alen Smailagic unico baluardo azzurro.
Il crollo verticale: un terzo quarto da incubo
Se la prima metà di gara era stata difficile, la ripresa si rivela un vero e proprio suicidio sportivo. Bologna rientra in campo senza mordente, segnando col contagocce (solo 10 punti totali nel parziale). L’Efes, dal canto suo, ringrazia e scappa via: il vantaggio tocca la doppia cifra in un amen e si dilata fino al +13 grazie ai ripetuti viaggi in lunetta concessi da una difesa bolognese troppo fallosa.
Il punto di rottura definitivo arriva però con il blackout totale di Matt Morgan. Il playmaker statunitense incappa in una serie di errori banali in regia e amnesie difensive che l’Efes punisce senza pietà, volando sul +18. All’ultimo mini-intervallo, il tabellone recita un impietoso 64-45.
Garbage Time e addio alla postseason
L’ultimo quarto perde qualsiasi valenza agonistica già nei primi secondi, quando Hazer firma il canestro che fa scavallare ai turchi i venti punti di vantaggio. La Virtus di Ivanovic, svuotata di energie fisiche e mentali, smette di lottare. Gli ultimi dieci minuti diventano un lunghissimo garbage time in cui l’Efes si diverte a ritoccare le statistiche, portando il distacco finale a un pesantissimo -31.
I numeri a fine match sono impietosi: Swider chiude con 22 punti, seguito dai 18 di Lee. Per Bologna, le uniche doppie cifre portano la firma di Smailagic e Morgan (12 punti a testa), ma sono cifre che non leniscono l’amarezza di una prestazione insufficiente sotto ogni punto di vista.
Tabellino Statistico
| Giocatore (Efes) | Punti | Giocatore (Virtus) | Punti |
| Cole Swider | 22 | Alen Smailagic | 12 |
| Paris Lee | 18 | Matt Morgan | 12 |
| Ercan Osmani | 13 | Ante Zizic | 6 |
| P.J. Dozier | 10 | Tornike Shengelia | 5 |
Conclusioni: il sipario cala sull’Europa
Con questa sconfitta, la sesta nelle ultime otto gare, la Virtus Bologna vede scappare definitivamente il treno per i Play-in. La squadra di Ivanovic non è riuscita a gestire la pressione di un match da “dentro o fuori”, sciogliendosi di fronte a un avversario che giocava solo per l’onore. Ora resta solo il campionato, ma le ferite di questa campagna europea rischiano di lasciare cicatrici profonde.

