Fonte: Instagram: skii.italy https://www.instagram.com/p/CgoP1rjD-5o/

Il ghiaccio dell’Arena Lodowa continua a regalare brividi e verdetti pesanti nell’atto conclusivo degli Europei senior 2026 di speed skating. In una Tomaszów Mazowiecki vestita a festa, i padroni di casa hanno dettato legge nella prova più veloce del programma, mentre la scuola olandese ha riaffermato la propria egemonia nelle prove di squadra, lasciando agli avversari solo le briciole. Per l’Italia è stata una giornata di transizione, illuminata però da un solido piazzamento nei 500 metri maschili.

Sprint polacco: Żurek e Kania, un uno-due da urlo

L’atmosfera si è surriscaldata durante i 500 metri maschili, dove la Polonia ha messo a segno una doppietta storica. Damian Żurek ha fatto esplodere il palazzetto con una prova di forza impressionante, fermando le lancette su un inarrivabile 34.527. Il suo compagno di nazionale, Marek Kania, ha completato il trionfo polacco conquistando l’argento in 34.821 (+0.30), riuscendo a contenere la fiammata del norvegese Bjørn Magnussen, medaglia di bronzo a sessanta centesimi dalla vetta.

In casa Italia, la nota lieta porta il nome di Jeffrey Rosanelli. L’azzurro ha pattinato con aggressività, centrando un ottimo settimo posto (35.454) che lo conferma tra i migliori specialisti del continente. Più attardato invece il veterano David Bosa, che ha chiuso in dodicesima posizione con il tempo di 35.811, faticando a trovare il giusto feeling con il ghiaccio polacco nella fase di lancio.

1000 metri donne: Zdráhalova spezza l’egemonia olandese

Se nello sprint maschile è stata la Polonia a esultare, nella prova femminile dei 1000 metri la gloria è tutta per la Repubblica Ceca. Nikola Zdráhalova ha firmato il capolavoro della carriera, conquistando il titolo europeo con il tempo di 1:16.068. Una vittoria di misura ottenuta grazie a un ultimo giro magistrale, che le ha permesso di respingere l’assalto delle fuoriclasse olandesi.

Il podio è stato completato da Chloé Hoogendoorn (+0.28) e Isabel Grevelt (+0.31), che hanno regalato ai Paesi Bassi due medaglie pregiate ma non il metallo più prezioso. Pomeriggio complicato per le giovani azzurre: Maybritt Vigl ha concluso al dodicesimo posto, mentre Serena Pergher ha pagato dazio all’inesperienza in questo format, chiudendo in quindicesima piazza.

Team Pursuit: i Paesi Bassi non sbagliano un colpo

A chiudere il blocco delle gare pomeridiane è stato l’inseguimento a squadre femminile. In una specialità che non vedeva il terzetto italiano al via, i Paesi Bassi hanno ribadito il loro status di “nazione faro”. Il trio composto da In ‘t Hof, Vijn e Talsma ha gestito il ritmo con una sincronia perfetta, chiudendo in 3:01.355.

Nulla da fare per il Belgio, che ha comunque strappato un argento di grande valore storico a 2.62 secondi di distacco, mentre la Polonia ha rimpinguato il proprio medagliere con un bronzo ottenuto tra gli applausi del pubblico amico, seppur con un gap di oltre sei secondi dalle campionesse olandesi.