L’ultima giornata degli Europei senior 2026 di Tomaszów Mazowiecki si apre nel segno della Scandinavia. Sull’anello ghiacciato dell’Arena Lodowa, in Polonia, i 1500 metri maschili hanno incoronato un nuovo sovrano continentale, confermando come la distanza intermedia rimanga una delle più spettacolari e incerte dello speed skating mondiale. A trionfare è stato il norvegese Peder Kongshaug, capace di una prova di forza magistrale che non ha lasciato scampo ai rivali, in una gara che ha visto la delegazione italiana restare ai margini della lotta per le medaglie.
Il ruggito di Kongshaug e la sorpresa Semirunniy
La gara è stata una battaglia di ritmi e tenuta lattacida. Peder Kongshaug ha interpretato i quattro giri di pista con una progressione chirurgica, fermando il cronometro su un ottimo 1:46.086. Il norvegese ha saputo gestire la fatica nell’ultimo passaggio, difendendo il vantaggio accumulato nella fase centrale del percorso.
Alle sue spalle, il pubblico locale ha potuto esultare per la prova di Vladimir Semirunniy. L’atleta polacco, che sta vivendo una stagione di grazia, si è messo al collo la medaglia d’argento con il tempo di 1:46.503, accusando un ritardo di 42 centesimi dalla vetta. A chiudere il podio, come da tradizione in questa disciplina, un rappresentante della scuola olandese: Tim Prins ha agguantato il bronzo in 1:46.616, precedendo per meno di due decimi l’austriaco Gabriel Odor, autore della “medaglia di legno” più amara della giornata.
Azzurri opachi: Di Stefano nella Top 10, Betti fatica
Le aspettative della vigilia per il clan azzurro erano improntate a una cauta speranza, ma il ghiaccio polacco ha restituito un verdetto più severo. Il miglior interprete della spedizione italiana è stato Daniele Di Stefano. Il pattinatore azzurro ha chiuso la sua prova in ottava posizione, fermando le lancette su 1:47.516. Nonostante una buona frequenza di passo, a Di Stefano è mancato il guizzo finale per scendere sotto il muro dell’1:47, chiudendo a un secondo e quattro decimi dall’oro.
Giornata ancora più complicata per Francesco Betti. Il secondo italiano in gara non è mai riuscito a trovare il ritmo ideale per competere con i primi della classe, scivolando in 14ª posizione con il crono di 1:48.693. Un distacco di 2.61 secondi che certifica le difficoltà incontrate oggi dagli atleti guidati dallo staff tecnico azzurro, apparsi meno brillanti rispetto alle precedenti uscite stagionali su questa distanza.
IL VERDETTO DEI 1500 METRI
| Pos. | Atleta | Nazionalità | Tempo | Distacco |
| 1 | Peder Kongshaug | NOR | 1:46.086 | — |
| 2 | Vladimir Semirunniy | POL | 1:46.503 | +0.42 |
| 3 | Tim Prins | NED | 1:46.616 | +0.53 |
| 4 | Gabriel Odor | AUT | 1:46.820 | +0.74 |
| 5 | Louis Hollaar | NED | 1:47.092 | +1.01 |
| 6 | Valentin Thiebault | FRA | 1:47.333 | +1.25 |
| 7 | Alexander Farthofer | AUT | 1:47.355 | +1.27 |
| 8 | Daniele Di Stefano | ITA | 1:47.516 | +1.43 |
| 9 | Finn Elias Haneberg | NOR | 1:47.596 | +1.51 |
| 10 | Wesly Dijs | NED | 1:47.697 | +1.61 |
| 11 | Didrik Eng Strand | NOR | 1:47.715 | +1.63 |
| 12 | Stefan Emele | GER | 1:47.909 | +1.82 |
| 13 | Mathias Vosté | BEL | 1:48.587 | +2.50 |
| 14 | Francesco Betti | ITA | 1:48.693 | +2.61 |
| 15 | Szymon Wojtakowski | POL | 1:49.250 | +3.17 |
| 16 | Kai In ‘t Veld | GRE | 1:49.322 | +3.24 |
| 17 | Tom Rudolph | GER | 1:49.854 | +3.77 |
| 18 | Luca Matteo Stibenz | GER | 1:50.519 | +4.43 |
| 19 | Tadeáš Procházka | CZE | 1:54.026 | +7.94 |
| SQ | Bálint Bödei | HUN | Squalificato | — |
Analisi e prospettive
Il dominio di Kongshaug conferma la vitalità del movimento norvegese, capace di rigenerarsi costantemente. Per l’Italia, l’ottavo posto di Di Stefano rappresenta comunque un piazzamento solido in un contesto europeo di altissimo livello, sebbene la distanza dal podio rimanga un divario da colmare attraverso il lavoro sulle aperture e sulla gestione dei cambi di ritmo. Ora l’attenzione si sposta sulle restanti gare della giornata, dove l’Italia cercherà di riscattarsi per chiudere la rassegna continentale con un segnale di vitalità.

