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Il leggendario consulente ad un passo dalla rottura con il Team. Motivo del contenzioso: iniziative solitarie e l’ombra del CEO Oliver Mintzlaff dopo l’uscita di Christian Horner.

MILTON KEYNES – Il paddock di Formula 1 è scosso da un rumor clamoroso che, se confermato, segnerebbe la fine di un’era: il rapporto ultra-ventennale tra Helmut Marko e la Red Bull Racing sarebbe giunto al capolinea. Secondo indiscrezioni riportate da autorevoli testate internazionali, tra cui il Telegraph e il giornale olandese De Limburger, l’addio del consulente austriaco, con un anno di anticipo sulla naturale scadenza del contratto, sarebbe ormai prossimo e dettato da un netto deterioramento dei rapporti con l’attuale vertice aziendale.

La notizia dipinge un quadro di profonda disarmonia all’interno del management anglo-austriaco. Si parla di una decisione presa direttamente dal CEO di Red Bull, Oliver Mintzlaff, che avrebbe intenzione di chiudere definitivamente il sodalizio con l’uomo che ha plasmato il programma giovani del team e scoperto talenti come Sebastian Vettel e Max Verstappen.

Iniziative solitarie: il caso Dunne e Lindblad

Il punto di non ritorno nella relazione tra Marko e la dirigenza sarebbe stato innescato da una serie di iniziative prese dall’austriaco in totale autonomia, soprattutto dopo l’uscita di scena dell’ex Team Principal Christian Horner.

Marko, noto per la sua gestione pro-attiva e talvolta unilaterale del vivaio, avrebbe agito scavalcando l’autorità del nuovo management. Tra gli episodi citati spiccano:

  • La Promozione di Lindblad: L’avanzamento di Arvid Lindblad in Formula 1 già in estate.
  • L’Accordo Con Alex Dunne: L’accordo offerto al pilota irlandese Alex Dunne è stato, stando a De Limburger, la “goccia che ha fatto traboccare il vaso”.

La Red Bull avrebbe chiesto l’immediata rescissione del contratto con Dunne, operazione che si è rivelata estremamente costosa per la scuderia, segnando una profonda ferita nel rapporto di fiducia.

L’ombra di Kimi Antonelli e il danno d’immagine

A peggiorare ulteriormente la situazione ha contribuito l’ultima, discussa, “uscita” pubblica di Marko nei confronti di Kimi Antonelli. L’austriaco si era scagliato con esternazioni velenose contro il pilota italiano, accusandolo di aver favorito, seppur involontariamente, il rivale Lando Norris in Qatar, senza opporre resistenza in chiave mondiale contro Max Verstappen.

Queste affermazioni hanno causato un significativo danno d’immagine alla scuderia e hanno scatenato una valanga di insulti sui social network diretti allo stesso Antonelli. Successivamente, sono arrivate le scuse ufficiali sia da parte della Red Bull che dello stesso manager austriaco, a testimonianza della gravità della situazione e della necessità di contenere i danni di comunicazione.

Verstappen e l’unica priorità: la monoposto vincente

Nonostante la figura di Helmut Marko sia stata fondamentale per l’ascesa e il successo di Max Verstappen, la possibile rottura non dovrebbe alterare i rapporti con il campione olandese. L’interesse primario di Verstappen, come è noto, è puramente sportivo: disporre di una monoposto in grado di lottare costantemente per il titolo iridato.

L’uscita di Marko rappresenta, in definitiva, una ridefinizione radicale dei poteri e delle dinamiche interne alla Red Bull, avviata con l’addio di Horner e ora apparentemente diretta verso un accentramento delle decisioni in capo al CEO Mintzlaff. La fine di questa partnership ultra-ventennale segnerebbe un punto di svolta storico per il team che ha dominato l’ultimo decennio della Formula 1.