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SAKHIR – Sotto il sole implacabile del deserto, la Formula 1 ha iniziato a mostrare i primi veri muscoli. La sessione mattutina del terzo e ultimo giorno di test collettivi in Bahrain ha sancito la fine di quella fase “esplorativa” che aveva caratterizzato l’esordio delle nuove monoposto 2026. Con temperature dell’asfalto che hanno messo a dura prova il raffreddamento delle unità termiche e la gestione dei flussi aerodinamici, le gerarchie iniziano a delinearsi, pur con tutte le cautele del caso legate ai carichi di carburante.

Il ruggito della Mercedes: Russell detta il passo

Dopo un avvio di test balbettante e costellato da piccoli intoppi, la Mercedes ha finalmente svelato il potenziale della W17. George Russell non si è limitato a girare, ma ha aggredito il tracciato di Sakhir firmando un 1’33″918. Si tratta di una prestazione cronometrica di assoluto rilievo, essendo il primo tempo sotto il muro dell’1’34” dall’inizio della settimana.

Russell non ha cercato solo il “tempone” da qualifica: il britannico ha completato un’intera simulazione di Gran Premio, percorrendo 78 giri con una costanza di rendimento che fa ben sperare gli ingegneri di Brackley. Il passaggio di consegne pomeridiano con Kimi Antonelli sarà però il vero momento di tensione per il team: il giovane bolognese, finora perseguitato da guasti tecnici, cercherà finalmente di macinare chilometri senza intoppi.

Hamilton e la Ferrari: un matrimonio fatto di dati

A meno di tre decimi dalla vetta (+0.291) si è piazzato Lewis Hamilton. Il sette volte iridato sembra essere entrato in simbiosi con la Ferrari SF-26, dedicando la mattinata a un lavoro meno appariscente ma fondamentale: le comparative d’assetto. Hamilton ha variato costantemente le altezze da terra e le configurazioni delle ali per comprendere il limite della nuova “Rossa” in condizioni di asfalto caldo.

Con 69 giri all’attivo, Lewis ha confermato di voler continuare anche nella sessione pomeridiana, segno che a Maranello c’è ancora molta fame di dati per ottimizzare un progetto che appare comunque sano e bilanciato sin dai primi metri.

Verstappen e il “mal di pancia” Red Bull

In terza posizione troviamo Max Verstappen, ma il cronometro (+1″423) passa in secondo piano rispetto alle sensazioni del pilota. L’olandese non ha usato giri di parole per criticare il feeling con le nuove regole tecniche, sottolineando quanto queste vetture siano lontane dal suo stile di guida ideale. Nonostante la solidità della Red Bull, il campione del mondo ha chiuso qui la sua attività odierna, lasciando intravedere qualche ombra sul volto dei tecnici di Milton Keynes.

Crisi Aston Martin e la sorpresa Haas

Le note dolenti arrivano dal box Aston Martin. Lance Stroll ha chiuso in penultima posizione con un distacco abissale di oltre 4 secondi e mezzo. Le criticità sembrano legate alla nuova integrazione con il motore Honda, che sta soffrendo problemi di surriscaldamento e affidabilità. Al contrario, continua a convincere la Haas di Oliver Bearman: il giovane britannico ha centrato il quarto tempo, dimostrando che la vettura americana ha una base solida su cui costruire la stagione.

Classifica Test Bahrain 2026 – Day 3 (Mattina)

PosPilotaScuderiaTempoDistaccoGiri
1George RussellMercedes1:33.91878
2Lewis HamiltonFerrari1:34.209+0.29169
3Max VerstappenRed Bull Racing1:35.341+1.42355
4Oliver BearmanHaas F1 Team1:35.972+2.05462
5Oscar PiastriMcLaren1:36.390+2.47271
6Franco ColapintoAlpine1:36.874+2.95658
7Carlos SainzWilliams1:37.186+3.26866
8Liam LawsonRacing Bulls1:37.238+3.32060
9Gabriel BortoletoAudi1:37.536+3.61854
10Lance StrollAston Martin1:38.423+4.50542
11Valtteri BottasCadillac1:38.772+4.85438