HUY (Belgio) – Il Trittico delle Ardenne arriva alla sua boa centrale. Oggi, mercoledì 22 aprile, la Freccia Vallone spegne novanta candeline e lo fa in un’atmosfera di rara incertezza. L’assenza del campione uscente Tadej Pogacar – il cannibale che ha monopolizzato le ultime stagioni – trasforma la scalata al Mur de Huy da una cronaca annunciata a un rebus tattico di difficilissima lettura. Senza il grande favorito, la corsa si apre a scenari inediti, pronti a incoronare un nuovo re tra le pendenze brutali del Belgio.
Il tracciato: tre volte nell’inferno di Huy
I 200 chilometri che separano Herstal dal traguardo sono un concentrato di storia e fatica. Se i primi 40 km con la Côte De Trasenster e la Côte des Forges serviranno a scaldare i motori e a lasciar partire la fuga della prima ora, la corsa vera inizierà dopo il passaggio da Modave.
Il circuito finale (37,2 km da ripetere tre volte) è un anello di dolore che non concede tregua. La sequenza Ereffe-Cherave-Muro di Huy è studiata per sfiancare le resistenze: se l’Ereffe è terreno per i gregari, la Cherave, con le sue punte al 13%, sarà il trampolino per chi vorrà evitare l’arrivo in volata sul Muro. Ma la sentenza, come sempre, spetterà agli ultimi 1400 metri. Quel 9,8% di pendenza media, con il leggendario tornante al 26%, è il luogo dove il tempo si ferma e dove solo chi sa gestire l’acido lattico può sperare di alzare le braccia al cielo.
Il fattore “G”: la Francia sogna con Seixas e Martinez
Con l’uscita di scena dei grandi “tenori”, i riflettori sono tutti puntati sulla nuova generazione. Il nome più caldo è quello di Paul Seixas. Il gioiello della Decathlon CMA CGM, nonostante la giovane età, ha dimostrato una condizione atletica debordante nelle recenti uscite spagnole. In una corsa che spesso premia l’esplosività pura, Seixas appare come l’uomo da battere.
La Francia, tuttavia, cala un poker d’assi: oltre a Seixas, occhi puntati su Lenny Martinez, scalatore puro che sul Muro potrebbe trovare il suo terreno ideale, e sul talento multiforme di Romain Gregoire. Non va dimenticato Benoît Cosnefroy, che dopo anni di piazzamenti cerca il colpo della vita. L’unico vero scoglio tra i francesi e il trionfo sembra essere il danese Mattias Skjelmose, già solidissimo all’Amstel e dotato di quel cambio di ritmo necessario per domare le pendenze della Chemin des Chapelles.
Gestione e lucidità: la chiave del successo
Senza una squadra in grado di controllare la corsa come faceva la UAE per Pogacar, la Freccia Vallone 2026 potrebbe rivelarsi molto più anarchica del solito. La capacità di muoversi al momento giusto sulla Cherave o di non farsi chiudere ai piedi dell’ultima ascesa farà la differenza tra un piazzamento e la gloria eterna.
Programma e Orari: Freccia Vallone 2026
| Evento | Percorso | Partenza | Arrivo Stimato |
| 90ª Freccia Vallone | Herstal > Mur de Huy (200 km) | 11.50 | 16.30 |
Guida alla Visione: TV e Streaming
| Canale / Piattaforma | Orario Inizio | Modalità |
| Discovery Plus / HBO Max | 12.45 | Streaming (Abbonati) |
| Eurosport 2 / DAZN | 14.30 | Streaming (Abbonati) |
| Diretta Live Testuale | 11.50 | Online |
Nota: Non è prevista la trasmissione su canali TV lineari in chiaro per il territorio italiano.

