HUY (Belgio) – Ci sono giorni in cui il ciclismo smette di essere uno sport di fatica per diventare un passaggio di consegne. Sullo spauracchio del Mur de Huy, le pendenze brutali che non perdonano i bluff hanno emesso una sentenza definitiva: il futuro è già qui e ha il volto di Paul Seixas. A soli 19 anni, il talento della Decathlon CMA CGM Team ha trasformato la Freccia Vallone 2026 nella sua personale passerella, dominando una delle classiche più iconiche del calendario mondiale con la spavalderia di un veterano e le gambe di un fenomeno purissimo.
La fuga del mattino: Leknessund l’ultimo ad arrendersi
La corsa è scivolata via su binari di apparente regolarità nelle prime fasi. Sei uomini hanno provato a sfidare il destino partendo da lontano: Bax, Leknessund, van der Lee, Jousseaume, Otruba e Van Hemelen. Un drappello di qualità che ha costretto il plotone a un inseguimento costante, mai frenetico ma sempre vigile.
L’ultimo a rinunciare al sogno di gloria è stato l’osso duro Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), autore di un tentativo solitario nel finale che ha costretto le squadre dei favoriti ad alzare i giri del motore. Il norvegese è stato riassorbito proprio ai piedi della Côte de Cherave, mentre il gruppo dei migliori si presentava compatto e ferocissimo all’imbocco della valle che precede l’inferno finale.
Seixas “Monstre”: la legge del più forte
Senza Evenepoel e Pogacar ai nastri di partenza, il ruolo di favorito numero uno pesava sulle spalle del giovane Seixas come un macigno. Ma il diciannovenne francese non ha subito la pressione: l’ha cavalcata. Quando le pendenze del Mur de Huy hanno iniziato a mordere i polpacci, Seixas non si è nascosto nelle retrovie aspettando lo scatto altrui.
Si è preso la testa del gruppo, ha dettato un ritmo insostenibile per chiunque e, ai meno 300 metri, ha deciso che era giunto il momento di restare solo. Uno scatto secco, di quelli che lasciano le gambe degli avversari imballate nel cemento. Dietro di lui, il vuoto. Lo svizzero Mauro Schmid e il britannico Ben Tulett hanno provato a limitare i danni, chiudendo rispettivamente al secondo e terzo posto, ma l’impressione di onnipotenza lasciata da Seixas è stata disarmante.
Italia a ridosso dei dieci: Scaroni e Zana ci provano
Il bilancio azzurro parla di una prestazione solida ma lontana dal podio. Christian Scaroni e Filippo Zana hanno concluso ai margini della “top ten”, occupando l’undicesima e la dodicesima posizione. In una giornata dominata da ritmi folli, i due italiani hanno tenuto botta finché la pendenza media non ha superato la doppia cifra, mancando però del guizzo necessario per seguire l’accelerazione dei primi cinque.
Per Paul Seixas si tratta della settima perla stagionale, una vittoria che profuma di storia: è il più giovane vincitore di sempre della Freccia Vallone. Se il Trittico delle Ardenne cercava un nuovo padrone in assenza dei “big”, l’ha trovato tra i ranghi della Decathlon. E la sensazione è che questo sia solo l’inizio di un lunghissimo regno.
Classifica Finale: Freccia Vallone 2026
| Pos. | Corridore | Squadra | Distacco |
| 1 | Paul Seixas | Decathlon CMA CGM | – |
| 2 | Mauro Schmid | Team Jayco AlUla | s.t. |
| 3 | Ben Tulett | Team Visma | Lease a Bike |
| 4 | Benoit Cosnefroy | UAE Team Emirates | s.t. |
| 5 | Mattias Skjelmose | Lidl-Trek | s.t. |

