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Nella ginnastica artistica, due anni possono sembrare un’eternità. Per Salvatore Maresca, sono stati il tempo necessario per ricostruire un sogno che si era frantumato nella primavera del 2024. Quando il tendine rotuleo pretibiale cedette durante un allenamento, portando via con sé la certezza di Parigi 2024, molti pensarono al viale del tramonto per l’atleta campano. Ma a Baku, nella seconda tappa della Coppa del Mondo 2026, il “Thor” degli anelli ha dimostrato che la forza di volontà può pesare più dei muscoli.

Il ritorno del guerriero: finale centrata a Baku

Il rientro internazionale di Maresca non è stato solo un atto di presenza. Il 32enne azzurro ha aggredito il “castello” con la determinazione di chi ha un conto in sospeso con la sorte. Con un esercizio solido, valutato 13.633 (D Score di 5.4 e un’esecuzione da 8.233), Salvatore ha staccato il sesto pass disponibile per la finale di sabato.

Certo, la nota di partenza è ancora lontana dai picchi del suo repertorio migliore, ma l’obiettivo della missione in Azerbaijan era ritrovare il ritmo gara e la confidenza con l’attrezzo. Il sesto posto preliminare è la base perfetta su cui costruire il prossimo biennio, un segnale lanciato ai giudici e agli avversari: Maresca è tornato ed è di nuovo competitivo.

Petrounias detta legge, l’ombra del Giappone insegue

Se Maresca è la storia del giorno, il livello tecnico della gara è stato garantito dal solito Eleftherios Petrounias. Il “Signore degli Anelli” greco ha dominato le qualifiche con un perentorio 14.466, confermandosi il punto di riferimento assoluto della specialità. Dietro di lui, la nuova ondata orientale con il giapponese Kiichi Kanta (14.366), tallonato dal russo Ilia Zaika (stesso punteggio).

La finale di sabato sarà una sfida stellare che vedrà protagonisti anche Wataru Tanigawa, l’idolo di casa Nikita Simonov, l’argentino Villafane e il turco Kosak. Nulla da fare invece per l’altro azzurro, Edoardo De Rosa, che ha chiuso ventesimo con un esercizio sfortunato da 11.000.

IL TABELLINO – QUALIFICHE ANELLI BAKU

PosizioneAtletaNazionePunteggio
1Eleftherios PetrouniasGRE14.466
2Kiichi KantaJPN14.366
3Ilia ZaikaRUS14.366
6Salvatore MarescaITA13.633

Kaylia Nemour umana, l’eterna Chusovitina incanta

Non sono mancate le sorprese nel settore femminile. Alle parallele asimmetriche, la Campionessa Olimpica Kaylia Nemour ha mostrato qualche crepa insolita. Qualche sbavatura di troppo l’ha relegata al terzo posto (14.066), superata dalle giovani russe Leila Vasileva (14.166) e Anna Kalmykova. In casa Italia, le giovanissime Artemisia Iorfino e Chiara Barzasi non sono riuscite a centrare l’ultimo atto, chiudendo rispettivamente decima e diciottesima, accumulando comunque un’esperienza preziosa a livello internazionale.

Al volteggio, la notizia è il terzo posto di Oksana Chusovitina. A 50 anni, l’atleta uzbeka continua a riscrivere le leggi della biologia e dello sport, piazzandosi alle spalle di Kalmykova e della panamense Heron, confermandosi una leggenda vivente capace di competere con ginnaste che potrebbero essere sue figlie.

Parallele e Corpo Libero: dominio Tanigawa e Karimi

Nelle altre specialità maschili, il giapponese Wataru Tanigawa ha confermato il suo stato di grazia alle parallele pari (14.233), precedendo l’australiano Moore. Per gli azzurri Gabriele Targhetta ed Edoardo De Rosa, la corsa si è fermata alle qualifiche con l’undicesimo e quattordicesimo tempo.

Al corpo libero, invece, si è assistito a un vero e proprio “show” del kazako Milad Karimi. Il suo 14.433 è stato il punteggio più alto dell’intera giornata di gare, un esercizio che per difficoltà e pulizia acrobatica ha scavato un solco incolmabile tra lui e il resto dei contendenti.