Fonte: Instagram: viclangellotti https://www.instagram.com/p/DNI1rNVontH/

BUKOWINA TATRZAŃSKA, Polonia – La sesta tappa del Giro di Polonia ha regalato un finale da cardiopalma e una storia incredibile. A trionfare, in una frazione dalle mille emozioni, è stato il monegasco Victor Langellotti, che con un’azione al fulmicotone negli ultimi metri ha conquistato la vittoria più importante della sua carriera e si è preso la maglia di leader della classifica generale. Un trionfo che ora lo pone al centro dell’attenzione in vista della cronometro conclusiva.

Una tappa incerta, tra fuga e controattacchi

La giornata è stata animata fin dalle prime battute da una fuga ben assortita, che ha visto al suo interno nomi del calibro di Olav Kooij e Matthew Brennan. Il gruppo, però, ha tenuto sotto controllo la situazione, ricompattandosi in vista del finale.

A dettare il passo è stata la Bahrain-Victorious, che ha imposto un ritmo serrato sulla salita di Ściana Bukovina. Ed è stato proprio l’azzurro Antonio Tiberi a rompere gli indugi, scattando e formando un gruppetto di quindici atleti, da cui era assente l’ex leader della classifica, Paul Lapeira.

Langellotti, la follia di un momento

Nonostante i numerosi attacchi e i tentativi di allungo, il finale si è deciso all’ultimo chilometro. Lo statunitense Brandon McNulty sembrava avere in tasca il successo, dopo aver anticipato tutti con un’azione decisa. L’azzurro Tiberi ha provato a tenere la sua ruota, ma senza successo.

E quando tutto sembrava ormai scritto, è arrivato il colpo di scena. Victor Langellotti, con una progressione micidiale, ha superato tutti a tripla velocità, beffando McNulty proprio negli ultimi 50 metri. Un’azione da predestinato, che premia il coraggio e la determinazione del monegasco.

L’Italia sogna con Tiberi e gli altri Azzurri

Nonostante la vittoria sia andata a Langellotti, l’Italia può sorridere. Antonio Tiberi ha chiuso con un ottimo quinto posto, dimostrando grande condizione e mettendo in mostra il suo talento. Ma nella top-10 sono finiti anche altri due azzurri: Marco Frigo, settimo, e Matteo Sobrero, ottavo. Un risultato che fa ben sperare per il futuro del ciclismo italiano e che conferma la competitività dei nostri atleti.