Fonte: Instagram: cycling.mag https://www.instagram.com/p/DXwvE2FDEa3/

VUCHERENSNon è più una questione di “se”, ma di “come”. Tadej Pogacar non si limita a correre: riscrive le leggi della fisica applicate al ciclismo. Al debutto assoluto al Giro di Romandia, il fuoriclasse sloveno sta trasformando la prestigiosa corsa svizzera in un giardino di casa. Dopo il sigillo nella prima tappa, il Campione del Mondo ha concesso il bis immediato nella seconda frazione con arrivo a Vucherens, regolando un gruppo selezionato con una facilità che spaventa i rivali.

Lo spartito della UAE: controllo e sangue freddo

La cronaca della giornata ha ricalcato un copione ormai consolidato nel ciclismo moderno. Quattro coraggiosi hanno provato a sfidare il destino nelle prime fasi di gara: Filippo Conca, Henri-François Renard-Haquin, Roland Thalmann e Jakob Soederqvist. Il quartetto ha cullato il sogno della gloria per gran parte della tappa, gestendo un vantaggio massimo di 3 minuti.

Tuttavia, alle loro spalle, la corazzata UAE Team Emirates – XRG ha agito con la precisione di un orologio svizzero, mantenendo i fuggitivi a distanza di sicurezza senza mai mostrare segni di affanno. Una gestione tattica che ha permesso al leader della generale di risparmiare energie preziose per il gran finale.

L’accelerazione di Vulliens e il naufragio di Soederqvist

Quando la strada ha iniziato a salire verso Vulliens, la corsa ha cambiato volto. Soederqvist, l’ultimo dei fuggitivi ad arrendersi, ha tentato il colpo di mano in solitaria, ma il suo sforzo è naufragato contro l’impeto del gruppo dei migliori.

A dettare il ritmo, quasi con noncuranza, si è messo proprio Tadej Pogacar. Senza bisogno di scatti brucianti, lo sloveno ha imposto un’andatura tale da ricompattare il plotoncino di testa e scoraggiare qualsiasi ulteriore velleità di attacco. Una dimostrazione di forza mentale, prima ancora che fisica, che ha messo in chiaro chi fosse il padrone del vapore.

Uno sprint senza storia: Godon si arrende al fenomeno

L’epilogo a ranghi ristretti ha offerto l’ennesimo saggio di onnipotenza agonistica. Il francese Dorian Godon ha provato a giocare d’anticipo, lanciando una volata lunghissima nel tentativo di sorprendere il Campione del Mondo.

Il tentativo è durato pochi istanti: Pogacar ha innestato una marcia superiore, superando il portacolori della INEOS Grenadiers a “doppia velocità” e andando a tagliare il traguardo a braccia alzate. Il podio è stato completato da Finn Fisher-Black, mentre in chiave italiana brilla il settimo posto di Davide Toneatti, primo degli azzurri in un finale per cuori forti.

Un 2026 da record: i numeri di un cannibale

Le statistiche di questo inizio di stagione sono, se possibile, ancora più impressionanti della vittoria odierna. In soli otto giorni di gara nel 2026, Pogacar ha già collezionato sei successi, non scendendo mai sotto il sesto posto in nessuna delle competizioni disputate. Con la maglia gialla di leader saldamente incollata alle spalle, lo sloveno guarda ora alle prossime tappe con un obiettivo chiaro: trasformare il suo esordio in Romandia in una parata trionfale verso la leggenda.