Il debutto della corsa a tappe slovena parla la lingua dell’emisfero australe. Laurence Pithie si aggiudica la prima tappa del Giro di Slovenia, finalizzando in maniera magistrale la monumentale strategia orchestrata dalla sua squadra lungo le strade dell’Europa centrale. Il portacolori della Red Bull-Bora-Hansgrohe ha letteralmente dominato la volata di gruppo che ha deciso la contesa, vestendo contestualmente la prima maglia di leader della classifica generale. Per il talentuoso corridore oceanico, nato nel 2002, questo successo rappresenta il quarto sigillo personale di un’annata che lo sta consacrando tra le realtà più splendenti del ciclismo mondiale.
La fuga della prima ora e la reazione del plotone sui primi rilievi
La frazione inaugurale, un percorso nervoso di 141,3 chilometri con partenza dalla cittadina di Velenje e traguardo posto a Rogaška Slatina, si è animata sin dai primissimi colpi di pedale. Un quintetto di coraggiosi ha preso il largo, formato da Tomas Pridal, Sam Brand, Diego Uriarte, Axel Van der Tuuk e Bastian Petric.
I battistrada hanno collaborato di buon accordo, valicando compatti le pendenze del Ješovec pri Šmarju, un’ascesa breve ma arcigna di 1,7 chilometri con una pendenza media del 6,2%. Il loro sogno di gloria si è però infranto a circa trenta chilometri dalla conclusione, quando il treno delle squadre dei velocisti ha aumentato sensibilmente la cadenza di pedalata, riassorbendo i fuggitivi. Poco dopo, il primo transito sotto lo striscione d’arrivo ha provocato una violenta accelerazione che ha frazionato il plotone, lasciando soltanto quaranta corridori a contendersi il successo.
Dominio Red Bull nello sprint conclusivo: Zambanini artiglia il podio
Nelle fasi calde della corsa, la Red Bull-Bora-Hansgrohe ha preso in mano le redini della situazione culmine, imponendo un ritmo forsennato per tenere al sicuro la propria punta di diamante. Nello sprint a ranghi ridotti, Pithie si è dimostrato nettamente il più forte, uscendo con tempismo perfetto dalla scia dei suoi compagni di squadra.
Il neozelandese ha sprigionato una potenza devastante, mantenendo la velocità di punta fin sulla linea bianca e precedendo sul traguardo il compagno di scuderia Arne Marit, per una memorabile doppietta del team tedesco. Le ruote veloci italiane hanno comunque provato a farsi valere nella concitata volata: il trentino Edoardo Zambanini ha conquistato un ottimo terzo posto, seguito a ruota da Stefano Oldani, quarto. Da segnalare nella top-ten anche il piazzamento di Lorenzo Masciarelli, che ha chiuso la sua prova in settima posizione.

